Il 6 maggio 2026 la Commissione europea ha presentato la prima Strategia europea contro la povertà, inserita all’interno di un più ampio pacchetto volto a rafforzare il pilastro sociale dell’Unione europea. Dopo aver concentrato i primi mesi del proprio mandato sulla competitività industriale e sul rafforzamento della difesa europea, la Commissione guidata da Ursula von der Leyen torna ora a mettere al centro la dimensione sociale dell’integrazione europea.
Nella comunicazione che accompagna la strategia, la Commissione rivolge l’attenzione alla povertà intesa non soltanto come una condizione economica, ma come una vera e propria violazione della dignità umana e dei diritti fondamentali. Le cause della povertà vengono infatti identificate in una pluralità di fattori strutturali, tra cui disoccupazione e precarietà lavorativa, aumento del costo della vita e del costo dell’energia, crisi abitativa e accesso insufficiente ai servizi pubblici, discriminazioni legate al genere, alla disabilità o all’origine etnica e fragilità familiari e disuguaglianze territoriali. A questi elementi si aggiungono le conseguenze delle recenti crisi geopolitiche e climatiche, che hanno aggravato il costo di beni essenziali come cibo, energia e abitazione. Proprio per affrontare le molteplici dimensioni della povertà, la Commissione ha accompagnato la Strategia con tre iniziative complementari: una proposta di raccomandazione del Consiglio sulla lotta all’esclusione abitativa; una comunicazione dedicata al contrasto del ciclo di povertà infantile; una comunicazione volta a rafforzare la Strategia europea per i diritti delle persone con disabilità fino al 2030.
Le priorità della strategia dell’UE contro la povertà
Tre le priorità individuate dalla Commissione europea:
- Contrastare la povertà lungo tutto l’arco della vita: la Commissione propone una serie di interventi mirati alle diverse fasce d’età, con particolare attenzione all’infanzia, ai giovani, alle persone in età lavorativa e agli anziani. Tra le misure principali figurano una raccomandazione per migliorare l’efficacia dei sistemi di sostegno economico destinati ai bambini e alle famiglie vulnerabili, oltre al rafforzamento del coordinamento tra la Garanzia europea per l’infanzia e la Garanzia per i giovani, così da evitare che la povertà infantile si traduca automaticamente in esclusione sociale durante l’età adulta. Sul fronte del lavoro, la Commissione annuncia consultazioni con le parti sociali sull’inclusione nel mercato occupazionale e sull’uguaglianza di genere, ribadendo il ruolo centrale del lavoro nella prevenzione della povertà. A ciò si aggiunge una futura raccomandazione europea contro la “in-work poverty”, il fenomeno della povertà lavorativa. Per quanto riguarda la popolazione anziana, Bruxelles prevede la pubblicazione di rapporti sull’adeguatezza delle pensioni e sulla protezione sociale nella terza età.
- Agire sulle dimensioni trasversali che aggravano le condizioni di vulnerabilità: Tra le iniziative più rilevanti vi è l’aggiornamento del Quadro europeo volontario per la qualità dei servizi sociali, l’adozione di un “Pacchetto Istruzione” e il futuro “European Care Deal”. Quest’ultimo dovrebbe affrontare questioni centrali come il lavoro di cura informale, i servizi per l’infanzia, l’assistenza a lungo termine e la qualità dei servizi sociali.
- Governance e finanziamenti: la Commissione intende includere la lotta alla povertà in modo più strutturato all’interno del Semestre europeo, rafforzando il coinvolgimento della società civile e delle persone direttamente colpite dall’esclusione sociale. A livello nazionale, la Commissione europea invita gli Stati membri a nominare dei coordinatori nazionali per assicurare un coordinamento trasversale tra ministeri. Nel 2026 verrà inoltre siglato un Piano d’azione congiunto con il Comitato europeo delle Regioni, accompagnato dal lancio di un “EU Social Inclusion Award”. Sul piano economico, la proposta della Commissione europea per il QFP 2028-2034 prevede che almeno il 14% dei Piani di partenariato nazionali e regionali sia destinato a obiettivi sociali. L’esecutivo europeo intende inoltre mobilitare ulteriori risorse attraverso una nuova Coalizione contro la povertà che coinvolgerà imprese e organizzazioni filantropiche, oltre a sviluppare nuovi indicatori sociali per monitorare l’impatto del costo della vita e della vulnerabilità economica.
Da sapere: i numeri della crisi sociale in UE
La povertà nell’Unione europea è un fenomeno multidimensionale, che non riguarda solo il reddito ma anche condizioni di vita, lavoro e accesso ai servizi essenziali.
- Circa 93 milioni di persone nell’UE (una persona su cinque) sono a rischio povertà o esclusione sociale.
- Quasi 19,3 milioni di bambini vivono in condizioni di fragilità economica (circa un minore su quattro).
- Oltre il 31% delle famiglie a basso reddito è sovraccaricato dai costi dell’abitazione.
- Circa 1 milione di persone vive in condizioni di esclusione abitativa estrema o senza una dimora stabile.
- La povertà lavorativa (“in-work poverty”) colpisce oltre l’8% dei lavoratori europei.
Per approfondire i dati sulla povertà e sull’esclusione sociale nell’Unione europea è possibile consultare il sito di Eurostat.
La povertà come violazione dei diritti umani: le iniziative complementari previste dalla Commissione europea
La proposta contro l’esclusione abitativa
Tra le azioni più significative del pacchetto vi è la proposta di raccomandazione del Consiglio sulla lotta all’esclusione abitativa, che riconosce il diritto alla casa come componente essenziale della dignità umana e del Pilastro europeo dei diritti sociali. Gli Stati membri sono invitati a sviluppare strategie integrate ispirate al modello “Housing First”, che prevede l’accesso immediato a un alloggio stabile accompagnato da servizi sociali e sanitari personalizzati. Particolare attenzione è dedicata alla prevenzione degli sfratti, alla mediazione per morosità, ai sistemi di allerta precoce e alla protezione delle persone in uscita da istituti, carceri o strutture di cura senza una soluzione abitativa adeguata.
Rompere il ciclo della povertà infantile
La comunicazione sul rafforzamento della Garanzia europea per l’infanzia punta invece a contrastare la trasmissione intergenerazionale della povertà. La Commissione propone di migliorare l’accesso a servizi essenziali come istruzione, assistenza sanitaria, mense scolastiche, attività sportive e culturali, alloggi adeguati e servizi per la prima infanzia, considerati strumenti fondamentali per interrompere il ciclo della marginalità sociale. Tra le novità più rilevanti spicca il lancio di un programma pilota per l’istituzione di una “Carta Europea della Garanzia per l’Infanzia”. Questo nuovo strumento, che si baserà sul portafoglio europeo di identità digitale, ha l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi in modo semplice, coordinato e, soprattutto, non stigmatizzante per i minori in difficoltà.
Rafforzare la strategia europea per i diritti delle persone con disabilità
La Commissione ha inoltre annunciato il rafforzamento della Strategia europea per i diritti delle persone con disabilità fino al 2030, riconoscendo che le persone con disabilità continuano a essere esposte a un rischio di povertà significativamente superiore alla media europea. Tra le misure previste vi sono la piena attuazione e digitalizzazione della Carta europea della disabilità e del Contrassegno di parcheggio, per garantire il riconoscimento reciproco dei diritti tra Stati membri e maggiore libertà di movimento nell’UE. È previsto anche il potenziamento dell’accessibilità dei trasporti ferroviari, marittimi e aerei, per uniformare gli standard a livello europeo, oltre a iniziative per rendere più inclusive le democrazie, migliorando l’accessibilità dei processi elettorali e della partecipazione politica in vista delle elezioni europee del 2029.
Il pacchetto sociale della Commissione rappresenta un passaggio politico significativo nel rafforzamento del Pilastro europeo dei diritti sociali, ridefinendo la povertà non solo come condizione economica ma come violazione della dignità e dei diritti fondamentali. Resta tuttavia decisiva la capacità degli Stati membri di tradurre questi obiettivi in misure concrete, affinché l’impegno di sradicare la povertà entro il 2050 diventi effettivamente credibile a livello europeo.
Fonte: ART-ER
