L’Emilia-Romagna rafforza e rinnova il Par- Piano attuativo regionale per la popolazione anziana

Rafforzare e innovare le politiche per gli anziani garantendo equità, accesso ai servizi e qualità dell’assistenza, con particolare attenzione alla sanità territoriale.

L’Emilia-Romagna aggiorna e rilancia il Par Piano Attuativo Regionale per la popolazione anziana. Venerdì 3 luglio in Regione, a Bologna, la firma delle due intese, formalizzate da una delibera di Giunta, da parte del presidente Michele de Pascale, gli assessori al Welfare e Politiche per la salute, Isabella Conti e Massimo Fabi e i rappresentanti dei sindacati dei pensionati: il segretario generale dello Spi Cgil Emilia-Romagna Enzo Santolini, la segretaria generale Fnp-Cisl Emilia-Romagna Gina Risi, Massimo Monti della Uil Pensionati, il coordinatore regionale del Cupla – Coordinamento Unitario Pensionati Lavoratori Autonomi Gian Lauro Rossi e i vice coordinatori Franco Bonini e Stefano Spisani.

Asse centrale del nuovo documento è la sanità territoriale, in particolare il rafforzamento delle cure territoriali primarie ed intermedie, in coerenza con gli interventi previsti dalla Missione 6 salute del Pnrr, e la gestione della cronicità con focus su assistenza primaria e continuità assistenziale; il potenziamento della domiciliarità; il rafforzamento dei servizi sociali e sanitari territoriali; il sostegno del caregiver riconosciuto come figura centrale.

“Il nuovo Par mette al centro la persona e punta sulla domiciliarità per migliorarne la qualità della vita e rendere sostenibile il sistema- sottolinea de Pascale-. Con questo documento la casa diventa il primo luogo di cura, anche grazie a risorse tra le più alte in Italia come i 570 milioni del Fondo per la non autosufficienza. Fare rete è la risposta migliore che possiamo dare alle famiglie. Ringrazio le organizzazioni sindacali per aver reso possibile questa firma e tutti coloro che hanno lavoro concretamente a un progetto che integra sempre più i servizi sanitari e sociali a beneficio delle cittadine e dei cittadini dell’Emilia-Romagna”.

“Cambiano i bisogni, l’età media si alza e la nostra diventa una popolazione sempre più longeva- aggiungono gli assessori al Welfare, Isabella Conti, e alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Mutamenti che comportano un aumento delle cronicità, per cui occorre che la risposta all’aumento delle richieste sia organica e strutturale. Se la società cambia, occorre che le istituzioni siano in grado di offrire servizi sempre più innovativi ed efficaci. Con il nuovo Par stringiamo ancora di più il rapporto di confronto e collaborazione con il Terzo settore, anima del welfare regionale, per realizzare, insieme, interventi strutturati e mirati, a partire dalle persone più fragili”.

Le novità del Par

Una società sempre più segnata da cambiamenti demografici, in particolare dall’invecchiamento della popolazione, sociali ed economici richiede di aggiornare gli strumenti e le politiche per gli anziani. Per questo la Regione ha rimodulato i contenuti e gli obiettivi del Par, rafforzato il ruolo del tavolo di coordinamento e aggiornato i gruppi di lavoro. Un nuovo Piano che si inserisce in un aggiornamento delle politiche regionali per l’invecchiamento attivo e la tutela della fragilità.

Il Tavolo del Par è il principale strumento di confronto e progettazione multidisciplinare per le politiche rivolte agli anziani: analizza bisogni della popolazione anziana, elabora interventi e politiche integrate, monitora i risultati e partecipa alla programmazione regionale. Ora viene definito un ruolo più strutturato con monitoraggio periodico, relazioni biennali e un maggiore coinvolgimento delle istituzioni e del Terzo settore.

La casa diventa il cuore del sistema di cura, con dimissioni protette e assistenza integrata; la figura del medico di medicina generale evolve in referente stabile per la cronicità e, in particolare, gestione terapie complesse, continuità assistenziale, presa in carico integrata.

Anche il caregiver, figura riconosciuta dalla legge regionale 2/2014, diventa più centrale: viene inserito in una rete più ampia (servizi sanitari e sociali, assistenti familiari, professionisti territoriali) e viene confermato il suo ruolo indispensabile all’interno del nuovo modello basato sulla domiciliarità.

Il documento sottolinea come, nell’ottica della promozione del benessere della popolazione anziana, risulti opportuno perseguire politiche di invecchiamento attivo, sostenendo tutte le misure di prevenzione della salute e di promozione dell’attività fisica, della corretta alimentazione, del benessere psicologico e, più in generale, dell’attenzione alla salubrità degli stili di vita.

Infine, per il Par il digitale è considerata una leva strutturale proseguendo le iniziative, già portate avanti negli scorsi anni, per aumentare le competenze digitali che danno l’opportunità anche alla popolazione anziana di conoscere ed utilizzare le tecnologie più innovative e i mezzi di comunicazione on line, in modo da ridurre il divario generazionale delle abilità informatiche.

Fonte: Regione Emilia – Romagna


Infanzia e adolescenza. Dagli Stati generali di Rimini una spinta alla nuova legge regionale sulla natalità

Generare non significa soltanto far nascere un figlio, ma creare le condizioni perché una nuova vita possa trovare intorno a sé una comunità capace di accoglierla, sostenerla e accompagnarla nel tempo.

È da questa consapevolezza, emersa con forza durante la seconda edizione degli Stati generali dell’Infanzia e dell’adolescenza – che si sono conclusi oggi a Rimini – che arriva una nuova spinta alla legge sulla natalità che la Giunta della Regione Emilia-Romagna sta costruendo insieme all’intergruppo assembleare.

Per tre giorni a Rimini istituzioni, studiosi, operatori sociali, educatori e professionisti si sono confrontati sul tema “Generare: nascere figli, crescere genitori mettendo al centro una domanda che riguarda il futuro dell’intera società: come restituire ai giovani la possibilità concreta di scegliere di costruire una famiglia?

La risposta emersa durante gli Stati generali, che si sono aperti mercoledì 10 giugno con l’intervento del presidente Michele de Pascale, è chiara: contrastare la denatalità significa prima di tutto ricostruire comunità.

“Non è il desiderio di avere figli a mancare. A mancare, troppo spesso, sono le condizioni per poterli accogliere e crescere senza sentirsi soli” ha più volte sottolineato l’assessora a Scuola, Welfare e Politiche per l’Infanzia, Isabella Conti, nel ringraziare tutti i relatori e le relatrici con cui c’è stata grande condivisione e approfondimento. “Ridurre quella distanza- ha affermato- è una responsabilità politica. Servizi educativi accessibili, sostegno alla genitorialità, conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, politiche abitative e comunità inclusive: è da qui che passa la libertà di scegliere. Il compito delle istituzioni è rendere possibile ciò che le persone desiderano davvero”.

L’assessora ha quindi rilanciato il percorso della nuova legge regionale sulla natalità, sull’infanzia e sulla genitorialità.

“Non sarà una legge simbolica- ha ribadito Conti– ma uno strumento concreto capace di mettere in relazione welfare, servizi educativi, salute, scuola, conciliazione vita-lavoro e sostegno alle famiglie. Abbiamo il dovere urgente di ricostruire la comunità. Nessun nucleo familiare può o deve essere un’isola. È da qui che passa la possibilità di contrastare la denatalità e costruire un futuro più forte per l’Emilia-Romagna. Ora è il tempo di agire, insieme a tante e tanti che stanno contribuendo”.

Gli Stati generali di Rimini: alcuni degli interventi

Le giornate riminesi di incontri, dialoghi, lectio magistralis e dibattiti hanno coinvolto alcune delle voci più autorevoli del panorama italiano, insieme a professionisti che ogni giorno lavorano accanto alle famiglie per contrastare l’isolamento e promuovere benessere psicologico e sociale.

Centrale è stato l’intervento di Alessandro Rosina che ha richiamato l’attenzione sul divario tra desiderio e realtà: oltre l’80% dei giovani – ha sottolineato il demografo – immagina di avere figli, ma molti incontrano ostacoli che impediscono di trasformare questo progetto in una scelta concreta.

Da questa considerazione si sono generate quasi tutte le riflessioni, tra cui quelle di autorevoli ospiti internazionali come Anna Rotkirch, professoressa di ricerca in Finlandia, che ha ribadito come “il futuro non si ‘decide’, ma si rende possibile: creando le condizioni sociali, economiche e relazionali perché il desiderio di generare possa trovare spazio”.

“L’essere umano è cresciuto come specie cooperativa, in cui la sopravvivenza e lo sviluppo dei bambini dipendono da reti di cura più ampie del solo legame madre-figlio” ha ribadito, in un collegamento dall’America, Sarah Blaffer Hrdy, professoressa emerita di Antropologia alla University of California, Davis.

Nella sua lectio magistralis, lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini ha sottolineato come “serva una comunità di adulti responsabili che sappia guardare al mondo dei bambini e dei ragazzi con occhi nuovi, capace di generare benessere psicologico e relazionale”.

“Tutto ciò che genera relazioni, ascolto e sostegno reciproco rafforza il tessuto della società”, il monito della sociologa Chiara Saraceno.

Si è affrontato poi il tema delle famiglie plurali con la scrittrice Espérance Hakuzwimana e con lo psicoterapeuta e psicanalista Gian Marco Ciavolino: “Le famiglie contemporanee non sono più riconducibili a un unico modello: si moltiplicano le esperienze, si intrecciano culture, lingue, storie migratorie e percorsi affettivi che ridefiniscono continuamente cosa significhi essere famiglia”.

L’attesa lectio dello psicoterapeuta Alberto Pellai ha evidenziato ancora una volta come dietro al disagio adolescenziale spesso si nasconda una domanda profonda: “chi c’è per me?”. Le nuove sfide educative tra fragilità crescenti e il bisogno di presenza autentica.

La sociologa Sara Nanetti ha messo in luce come le diverse forme di genitorialità non si sviluppano mai in isolamento, ma siano sempre inserite in contesti sociali, economici e culturali che possono sostenerle oppure renderle più fragili. Famiglia, scuola, servizi e comunità costruiscono insieme lo spazio entro cui diventare ed essere genitori oggi.

Sferzante e incisiva la riflessione della giornalista e scrittrice Concita De Gregorio: “Il tema non è dare figli alla patria. Il tema è dare una patria ai figli”.

I video di tutti gli interventi integrali dei relatori saranno disponibili a breve all’indirizzo https://www.regione.emilia-romagna.it/eventi/generare

Fonte: Regione Emilia – Romagna


L’Emilia-Romagna punta alla domiciliarità: per i caregiver investimento da oltre 5 milioni di euro

Potenziare la platea dei caregiver in regione, garantendo maggiori tutele a questa figura che ricopre un ruolo centrale nel sistema di welfare emiliano-romagnolo. L’Emilia-Romagna vuole sostenere queste figure tanto che nel 2025 ha stanziato oltre 5 milioni di euro a loro sostegno.

È quanto è emerso dall’informativa che l’assessora al Welfare Isabella Conti ha svolto nel corso della commissione politiche per la salute presieduta da Gian Carlo Muzzarelli.

Alla luce delle parole di Conti maggioranza e opposizione concordano sul chiedere maggiori tutele per la figura del caregiver, considerata come figura centrale nel sistema di welfare regionale. Opinioni diverse, invece, sulla proposta di legge nazionale avanzata dal Governo: il centrodestra la sostiene, il centrosinistra ne sottolinea i potenziali limiti.

La relazione dell’assessora

“La popolazione emiliano-romagnola sta invecchiando, è quindi fondamentale interrogarsi sulla tenuta del sistema: i caregiver familiari, contribuiscono a garantire la funzionalità della macchina regionale del welfare”, spiega l’assessora al Welfare Isabella Conti che a riprova dell’impegno della Regione ricorda come “l’Emilia-Romagna è stata la prima Regione a riconoscere formalmente la figura del caregiver con una legge del 2014 e nel 2024 abbiamo poi istituito un fondo dedicato al loro sostegno grazia al quale nel 2025 abbiamo investito 3 milioni di euro sul fondo regionale caregiver, che si aggiungono ai 2,3 milioni di risorse nazionali”. Conti è molto critica sulla nuova legge nazionale sui caregiver, in fase di approvazione: “Ci fa fare dei passi indietro: è sbagliato l’obbligo della residenza, così come quello della parentela con l’assistito, è un errore, poi, prevedere vincoli sulle ore di assistenza. In Italia i caregiver arrivano a 8 milioni (in gran parte donne), di cui il 40% presta cura quotidiana all’assistito, 24 ore su 24”.

Fonte: Regione Emilia – Romagna


‘Generare: nascere figli, crescere genitori’, in scena a Rimini dal 10 al 12 giugno la seconda edizione degli Stati generali dell’infanzia e dell’adolescenza

Gli Stati generali dell’infanzia, dell’adolescenza tornano come laboratorio permanente di idee e politiche pubbliche, mettendo al centro, quest’anno, il tema della natalità come responsabilità collettiva e scelta politica, culturale e sociale decisiva per il futuro della nostra regione e del Paese.

Dopo la prima edizione, lo scorso anno a Bologna, il ‘format’ 2026 promosso dalla Regione, si sposta a Rimini dal 10 al 12 giugno. Il programma della nuova edizione dal titolo ‘Generare: nascere figli, crescere genitori’, è stato presentato oggi a Bologna, nel corso di una conferenza stampa, dall’assessora a Scuola, Welfare e Politiche per l’infanzia Isabella Conti.

Educazione, adolescenza, servizi per l’infanzia, pari opportunità, lavoro femminile, salute, welfare di prossimità, trasformazioni sociali e nuove forme della genitorialità.

I grandi temi che attraversano la vita delle famiglie saranno affrontati nel consueto format di tre giorni, con incontri, dialoghi, lectio magistralis e dibattiti che coinvolgeranno alcune tra le voci più autorevoli del panorama italiano e internazionale: da Concita De Gregorio a Chiara Saraceno, dalla lectio magistralis dello psicoterapeuta Matteo Lancini agli interventi del demografo Alessandro Rosina, fino al contributo internazionale dell’antropologa Sarah Blaffer Hrdy dell’Università della California che interverranno insieme a professionisti, educatori ed operatori che ogni giorno lavorano a fianco di famiglie, bambini e adolescenti, rappresentanti istituzionali e decisori pubblici.

Il tema affrontato nell’edizione di quest’anno nasce dalla convinzione che parlare di infanzia significa parlare di futuro– dichiara Isabella Conti-. Abbiamo scelto un titolo che ha una direzione politica precisa: parlare di natalità non è qualcosa di astratto, ma qualcosa che incide sulla qualità della vita delle persone, sulle possibilità concrete che diamo ai giovani di costruire una famiglia e di crescere dei figli senza sentirsi soli. Oggi non basta interrogarsi sul calo delle nascite, bisogna chiedersi che tipo di società stiamo costruendo attorno alle bambine e ai bambini, alle madri, ai padri, alle famiglie. Questa edizione degli Stati Generali si collega direttamente al percorso della nuova legge regionale che stiamo costruendo sul sostegno alla natalità, all’infanzia e alla genitorialità ascoltando esperti, amministratori, servizi, scuole, operatori, famiglie e ragazze e ragazzi. Non una legge simbolica, ma un intervento capace di mettere insieme welfare, servizi educativi, conciliazione vita-lavoro, salute, scuola e comunità”.

“Anche il programma della tre giorni- spiega Contiè stato costruito con questa idea: non affrontare i temi in modo ideologico o astratto, ma partendo dalla vita concreta delle persone. Gli ospiti, molto diversi tra loro per professionalità e tipo di approccio, consentiranno di restituire un ampio sguardo multidisciplinare. L’idea che attraversa tutti gli interventi è che una bambina o un bambino non crescono da soli, ma dentro relazioni, servizi, scuole, città, famiglie e comunità. E allora anche le politiche pubbliche devono imparare ad accompagnarli, sostenerli, per creare fiducia”.

La Regione arriva a questo appuntamento forte di un riconoscimento significativo: il primo posto nella classifica nazionale delle regioni più “mother friendly” del Rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026”, realizzato da Save the Children in collaborazione con Istat.

“Un riconoscimento che ci rende orgogliosi perché racconta un lavoro profondo, coerente e condiviso che abbiamo portato avanti negli anni– conclude l’assessora-, ma che non vuole nascondere le difficoltà quotidiane delle famiglie che ancora resistono anche qui, in Emilia-Romagna. Viviamo in una società attraversata da cambiamenti rapidissimi che rischiano di far percepire la genitorialità come una corsa a ostacoli, schiacciata tra precarietà lavorativa, carichi familiari squilibrati e paura di dover rinunciare a parti di sé. Difendere la maternità, sostenere i genitori, investire nell’infanzia, occuparsi dei disagi dell’adolescenza e delle sfide delle nuove generazioni significa anche decidere quale società vogliamo essere domani. Ed è una società che vogliamo costruire insieme alle persone e ai territori, trovando risposte ai nuovi bisogni e alle nuove esigenze”.

IL PROGRAMMA

Mercoledì 10 giugno

L’apertura ufficiale della tre giorni è prevista alle ore 15 nella Sala Ressi del Teatro Galli con il presidente della Regione, Michele de Pascale, e la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella (in collegamento), chiamati a discutere del tema “La nascita è di tutti, ripensare il nascere come responsabilità condivisa”. Sulla stessa questione interverranno anche le coordinatrici dell’intergruppo regionale sulla questione demografica, Ludovica Carla Ferrari ed Elena Ugolini, dopo i saluti in apertura del sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, e della vicesindaca, Chiara Bellini.

L’assessora regionale Isabella Conti, promotrice dell’evento, introdurrà i lavori della giornata che apriranno con l’intervento della studiosa di architettura Florencia Andreola sul rapporto tra infanzia e spazio urbano e della giornalista e scrittrice Concita De Gregorio, sullo sguardo dell’infanzia verso il mondo adulto.

Uno dei momenti centrali sarà poi la lectio dello psicologo Matteo Lancini su cosa significa essere genitori oggi e come riportare il tema della genitorialità dentro una dimensione pubblica e comunitaria.

Giovedì 11 giugno

La seconda giornata, che si svolgerà al cinema Fulgor, sarà dedicata maggiormente al tema demografico e alle politiche che possono davvero creare fiducia nel futuro. Interverranno studiosi di livello internazionale come il demografo Alessandro Rosina e la ricercatrice Anna Rotkirch (in collegamento dalla Finlandia), che aiuteranno a capire cosa accade nei Paesi che riescono a sostenere le famiglie e la natalità.

Nel corso della sessione pomeridiana, si parlerà anche di capitale umano, salute nei primi mille giorni di vita, sostegno alla maternità e alla paternità, con professionisti ed esperti che lavorano ogni giorno sul campo e, in apertura, i saluti dell’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi. “Chi si prende cura dei padri?”. È questo l’interrogativo su cui si concentrerà poi l’intervento della psicologa Maria Stella Epifanio che affronta il tema di come superare stereotipi e redistribuire la cura.

Venerdì 12 giugno

La terza giornata, che ritorna come ambientazione nella sala Ressi del teatro Galli, sarà dedicata alle trasformazioni delle famiglie e al mondo degli adolescenti. Si parlerà di famiglie plurali con la scrittrice Espérance  Hakuzwimana e lo psicoterapeuta Gianmarco Ciavolino e di fragilità educative, di adolescenti in cerca di adulti, con voci autorevoli come quelle della sociologa Chiara Saraceno e dello psicoterapeuta Alberto Pellai.

Significativa la presenza, nel corso delle tre giornate, di interlocutori istituzionali quali il direttore regionale Inps Emilia-Romagna, Francesco Ricci, la garante per l’Infanzia e l’adolescenza Regione, Claudia Giudici, il presidente Giovani imprenditori di Confindustria Emilia-Romagna, Leonardo Figna, e Federica Venturelli, assessore del Comune di Modena, in rappresentanza di Anci Emilia-Romagna.

Eventi collaterali

Oltre che nei talk diurni, gli Stati Generali si svilupperanno anche fuori dai luoghi istituzionali tradizionali, coinvolgendo teatri, cinema e spazi pubblici della città di Rimini con due grandi appuntamenti animati serali aperti alla cittadinanza.

All’Arena Francesca da Rimini il 10 giugno Matteo Bussola e Federico Taddia proporranno “Padri eterni”, una riflessione sul ruolo dei padri e sulle relazioni familiari oggi.

L’11 giugno saranno di scena le esilaranti Mammadimerda, fondatrici e performer di un blog di grande successo che celebra il ‘non farcela’ come stile di vita, sul tema “Le pari opportunità si costruiscono a scuola”.

A queste due serate, si aggiunge la serata conclusiva del 12 giugno al Teatro Galli, “Diritti minori”, realizzata in collaborazione con il Festival Mare di Libri, con Alessia Canducci, Paola Caridi, Fabio Geda e Kento, dedicata ai diritti dei bambini e degli adolescenti attraverso parole, letture e testimonianze.

Il programma completo e i materiali della manifestazione sono disponibili all’indirizzo https://www.regione.emilia-romagna.it/eventi/generarea cui  saranno aggiunti, a evento concluso, anche i video di tutti gli interventi integrali dei relatori presenti.

Fonte: Regione Emilia – Romagna


Minori nelle strutture residenziali: rinnovato il protocollo d’intesa per rafforzarne la tutela, migliorare la qualità del sistema di accoglienza e potenziare il coordinamento tra istituzioni

Rafforzare la tutela delle persone di minore età accolte nelle strutture residenziali del territorio, migliorare la qualità del sistema di accoglienza e potenziare il coordinamento tra istituzioni.

A questi obiettivi guarda il rinnovo del Protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Emilia‑Romagna assieme ai principali soggetti impegnati nella tutela dei minori sul territorio: Procura della Repubblica di Bologna presso il Tribunale per i Minorenni dell’Emilia-Romagna, Tribunale per i Minorenni dell’Emilia‑Romagna, Centro per la Giustizia Minorile per l’Emilia-Romagna e le Marche, Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza e Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) Emilia‑Romagna.

Il protocollo, firmato da tutti i sottoscrittori in viale Aldo Moro a Bologna nella sede dell’assessorato alle Politiche per l’infanzia e l’adolescenza, consolida e prolunga di altri 5 anni la collaborazione avviata nel 2020 su impulso della Procura presso il Tribunale per i Minorenni, puntando a rendere ancora più efficace il sistema integrato di vigilanza e monitoraggio delle strutture che ospitano minori e giovani adulti. Presenti l’assessora regionale alle Politiche per l’infanzia e l’adolescenza, Isabella Conti, il procuratore capo della Procura presso il Tribunale per i Minorenni Giuseppe Di Giorgio, la presidente del Tribunale per i Minorenni Gabriella Tomai, la garante regionale per l’Infanzia e l’adolescenza Claudia Giudici, per Anci la coordinatrice del settore Welfare, sociosanitario e benessere urbano, Marilena Pillati, e per il Centro di Giustizia minorile il direttore Nicola Palmiero.

Due le premesse fondamentali su cui si basa l’accordo, esplicitate nel documento: da un lato, il minore necessita di un contesto di accoglienza, educativo e di cura il più possibile aderente a un modello relazionale/familiare funzionale al suo benessere psicofisico e dall’altro, questo sistema risulta tanto più efficace quanto più è supportato da un’azione integrata e da strumenti che consentono, nel rispetto dei diversi mandati istituzionali, un proficuo scambio d’informazioni anche attraverso l’utilizzo di una piattaforma informativa comune resa disponibile dalla Regione, con accessi differenziati a seconda dei compiti dei singoli Enti e nel pieno rispetto della normativa sulla privacy consente la mappatura delle strutture e il monitoraggio continuo dei flussi di accoglienza.

“Questa sottoscrizione– sottolinea l’assessora Continon rappresenta solo un atto formale, ma un impegno concreto da parte di tutte le realtà istituzionali coinvolte a lavorare per un obiettivo comune, di fondamentale importanza: la tutela delle persone di minore età accolte nelle comunità, che richiede responsabilità condivisa, trasparenza e strumenti sempre più efficaci. Grazie al sistema informativo comune e al lavoro sinergico si punta a una conoscenza aggiornata del sistema, a garantire controlli ancora più puntuali e, soprattutto, percorsi di accoglienza di qualità per bambini, bambine, ragazzi e ragazze che vivono spesso situazioni di grande difficoltà e fragilità”.

“Il nostro impegno- prosegue Contiè duplice: da un lato rafforzare la vigilanza e la capacità di intervento, dall’altro sostenere e valorizzare le realtà che ogni giorno lavorano per offrire ai minori contesti educativi adeguati, sicuri e capaci di accompagnarli quotidianamente nel loro percorso di crescita”.

Con la sottoscrizione dell’intesa – che prevede momenti di verifica periodica per adeguare le azioni alle esigenze emergenti – la Regione Emilia-Romagna rinnova il proprio impegno a facilitare il coordinamento e il supporto al sistema di tutela ed accoglienza dei minori e delle loro famiglie, anche attraverso la definizione e l’aggiornamento della piattaforma informativa dedicata; il proprio ruolo di coordinamento e supporto al sistema, impegnandosi in particolare a mettere a disposizione e aggiornare la piattaforma informatica dedicata, garantendo assistenza e adeguamento costanti; promuovere analisi approfondite dei dati raccolti, anche attraverso gruppi di lavoro interistituzionali, promuovere verso gli Enti gestori delle Comunità e i Coordinamenti regionali delle comunità educative, mamma-bambino, case-famiglia e comunità famigliari, l’informazione e la formazione relativa all’adozione dei sistemi informatici, fornendo il supporto necessario e prevedendo momenti di verifica.

Il nuovo sistema informativo

Da anni in Emilia-Romagna è attiva una stretta collaborazione tra tutti gli Enti coinvolti per qualificare il sistema di cura e accoglienza per le persone di minore età e la Regione, alla sottoscrizione della prima intesa nel 2020, aveva accolto la richiesta fatta dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di collaborare per definire un sistema di monitoraggio delle strutture e dei flussi di accoglienza. Quest’esigenza, dettata inizialmente dagli obblighi semestrali di verifica che la Procura ha per legge, si è tradotta in un percorso più articolato che ha visto la partecipazione anche del Tribunale per i Minorenni, dell’Ufficio della Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, di Anci e del Centro di Giustizia Minorile. Oggi la sinergia si concretizza nell’utilizzo di un sistema informativo comune, alimentato dagli Enti gestori delle comunità che accolgono anche persone di minore età, accessibile nel pieno rispetto della riservatezza dei dati personali e delle funzioni di ciascun Ente coinvolto.

Fonte: Regione Emilia – Romagna


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