Ottobre, mese dell’affido Asp del Delta Ferrarese e Asp Eppi Manica lanciano il podcast “Nessuno cresce da solo”
Ottobre, mese dedicato all’affido, diventa per ASP del Delta Ferrarese, ASP Eppi Manica Salvatori l’occasione per riportare al centro un tema che attraversa quotidianamente il lavoro dei servizi: sostenere la crescita di bambini e ragazzi significa anche sostenere gli adulti che se ne prendono cura e costruire attorno alle famiglie relazioni capaci di accompagnarle nei momenti di maggiore fragilità. È in questa cornice che nasce “Nessuno cresce da solo”, la serie podcast dedicata al supporto alla genitorialità.
Una serie, avviata con le risorse PNRR nell’ambito della Missione 5.2 che ha stanziato risorse per il sostegno alla genitorialità, la tutela dei minori e la prevenzione della vulnerabilà, per affrontare alcuni dei passaggi più delicati della relazione tra adulti e figli: il tema delle regole e dei confini, il rapporto con il digitale, l’adolescenza, il ritiro, il bisogno di ascolto e la costruzione di relazioni che possano sostenere famiglie e ragazzi nelle diverse fasi della crescita.
L’affido familiare si inserisce pienamente in questa prospettiva, non soltanto come misura di tutela, ma come percorso che mette in relazione bambini e ragazzi, famiglie d’origine, famiglie affidatarie, servizi e territorio. “Il mese dell’affido – spiegano Angela Petrucciani, direttore di ASP del Delta Ferrarese, e Cristiano Benetti, direttore di ASP Eppi Manica Salvatori – ci ricorda che accompagnare la crescita di un bambino o di un ragazzo significa costruire intorno a lui relazioni affidabili e capaci di durare nel tempo. Il lavoro dei servizi non consiste soltanto nell’intervenire quando emerge una difficoltà, ma nel creare condizioni perché le famiglie possano trovare ascolto, strumenti e sostegno. ‘Nessuno cresce da solo’ nasce proprio da questa idea: raccontare la genitorialità come un’esperienza che può essere sostenuta e condivisa dalla comunità”.
La scelta del podcast nasce dalla volontà di affrontare temi complessi attraverso un linguaggio accessibile e vicino alla vita quotidiana delle famiglie. La voce permette di mettere in dialogo esperienze, competenze e punti di vista differenti, senza trasformare il racconto in una lezione o in una comunicazione esclusivamente istituzionale. Il podcast diventa così uno spazio di ascolto e approfondimento, capace di restituire la dimensione relazionale del lavoro sociale e di avvicinare anche chi normalmente non entra in contatto diretto con i servizi. La serie si inserisce inoltre in un lavoro più ampio di prevenzione delle fragilità familiari e di promozione di contesti di crescita positivi, nel quale famiglie, servizi e comunità sono chiamati a costruire insieme opportunità, relazioni e strumenti di sostegno. Alle tre puntate ora già disponibili se ne aggiungeranno altre per mettere al centro le attività dei servizi, rendere fruibile la circolazione delle idee e permettere, tramite l’ascolto, di veicolare utili strumenti alla collettività.
La serie è disponibile su Spotify e Spreaker.
Via Raimondi 41: nuovi appartamenti per l’housing temporaneo in un edificio ASP
Comune e ASP Città di Bologna ampliano la rete cittadina dell’housing temporaneo rivolta a persone adulte a rischio di emarginazione, nell’ambito dei servizi di accoglienza assicurati dal Contratto di servizio. Con la riqualificazione e l’apertura dell’immobile di proprietà di ASP in Via Raimondi 41, che mette a disposizione altri 20 posti letto, la dotazione complessiva dell’accoglienza cittadina raggiunge 42 alloggi (di cui 9 di
proprietà del Comune di Bologna, 13 di proprietà di ASP e 20 di proprietà privata) per un totale di 76 posti letto.
Il modello, già consolidato nel welfare bolognese e ora ulteriormente sviluppato grazie alle risorse PNRR, punta su un’accoglienza diffusa in piccoli nuclei abitativi e in contesti domestici. Questo approccio rappresenta un’alternativa concreta alle strutture collettive di grandi dimensioni, pensata per accompagnare le persone in condizione di fragilità verso una reale autonomia.
Il progetto di housing temporaneo: dagli appartamenti diffusi alla nuova struttura
L’apertura dell’immobile di via Raimondi rientra nel progetto di housing temporaneo avviato da Comune e ASP nell’agosto 2025, nell’ambito della Missione 5 “Inclusione e coesione” del PNRR, Componente 2, Sub-investimento 1.3.1 “Housing First”, rivolto a persone adulte con fragilità e prive di un alloggio adeguato, ma in possesso di risorse personali e di un livello di autonomia compatibili con la coabitazione. Il finanziamento PNRR ammonta complessivamente a 710.000 euro, di cui 500.000 euro per i lavori di ristrutturazione e 210.000 euro per la gestione complessiva del progetto. A queste risorse si è aggiunto il contributo diretto di ASP per ulteriori 495.000 euro, portando l’investimento totale per la riqualificazione dell’immobile a 995.000 euro. Nella prima fase, avviata ad agosto 2025, il finanziamento PNRR ha consentito di attivare tempestivamente un’accoglienza temporanea tramite sei appartamenti diffusi di proprietà di ASP, cinque in zona Barca e uno in zona Saffi, per una capienza complessiva di 24 persone.
Attualmente vi trovano ospitalità 23 persone, 20 uomini e 3 donne, con esperienze di vita in strada o precedenti percorsi di accoglienza.
Parallelamente, i fondi PNRR sono serviti anche a finanziare la ristrutturazione della palazzina di via Raimondi 41, consolidando e strutturando stabilmente la rete di accoglienza temporanea già attivata con i primi sei appartamenti.
Via Raimondi 41: la riqualificazione e i nuovi spazi
L’edificio di via Raimondi, di proprietà di ASP, è una palazzina risalente alla prima metà del secolo scorso che si sviluppa su tre piani, con due appartamenti per piano, per un totale di sei unità immobiliari di circa 75 metri quadrati ciascuna, composte da cucina abitabile, due camere doppie e un bagno, oltre alle cantine e ad alcuni locali di servizio al piano interrato. I lavori, coordinati dal Servizio Patrimonio di ASP e realizzati entro i termini previsti dal PNRR, hanno riguardato il rifacimento degli impianti e delle principali finiture, la riqualificazione integrale di cucine e bagni, la sostituzione di infissi, porte e persiane e vari interventi sulle parti comuni, sulla struttura e sugli spazi esterni. Dal 5 ottobre i primi sette ospiti hanno già iniziato il loro percorso all’interno della struttura.
L’accompagnamento all’autonomia abitativa
Il servizio nel condominio di via Raimondi 41 è gestito da ASP Città di Bologna attraverso il Consorzio L’Arcolaio, con un’équipe composta da una coordinatrice operativa, tutor abitativi e una figura di mediazione di comunità. I tutor accompagnano le persone nel proprio percorso, definendo e rinnovando un patto individuale di adesione. Offrono supporto nella ricerca di lavoro e di una casa, nelle pratiche amministrative e nell’accesso ai servizi del territorio, oltre a intervenire sulla convivenza e sulla cura degli alloggi. In tutti gli alloggi, le persone accolte contribuiscono alle spese di ospitalità in base alla propria fascia ISEE, attraverso un contributo mensile graduato in relazione alla capacità economica individuale, cui si aggiunge una quota fissa per le utenze. La permanenza nell’housing temporaneo è regolata attraverso assegnazioni della durata di sei mesi, rinnovabili nell’ambito del percorso individuale. La durata ordinaria dell’accoglienza è prevista fino a due anni; in situazioni eccezionali, sulla base della regolamentazione comunale dell’housing temporaneo, il percorso può essere prolungato fino a un massimo di sei anni.
Il modello favorisce la gestione autonoma della quotidianità, la corresponsabilità nella cura degli spazi e una convivenza equilibrata, sostenendo il passaggio verso una soluzione abitativa stabile e una maggiore integrazione nella comunità.
Lavoro e accesso alla casa: le condizioni per l’autonomia
Il lavoro e l’autonomia economica rappresentano un traguardo fondamentale, ma oggi non sono più sufficienti a garantire l’accesso a un’abitazione. Trovare una casa sul libero mercato o accedere all’edilizia residenziale pubblica è diventato estremamente difficile, persino per chi possiede un reddito regolare e una buona autonomia personale. Lo confermano i dati dei primi mesi di attività nei sei appartamenti diffusi del progetto: tra le 23 persone accolte, 15 hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e altre 4 lavorano a tempo determinato. Di queste, 8 risultano inserite nelle graduatorie ERP, mentre le restanti 13 non hanno i requisiti per accedervi o sono in attesa. Nonostante la stabilità lavorativa, queste persone si trovano in una situazione di forte vulnerabilità in quanto non dispongono delle garanzie economiche rigidamente richieste dai proprietari privati o non possiedono i requisiti per l’edilizia pubblica. Questo scenario dimostra quanto sia cruciale il lavoro di accompagnamento e l’offerta di alloggi diffusi dedicati, strumenti indispensabili per colmare il divario tra l’autonomia economica delle persone e le difficoltà reali di un mercato immobiliare sempre più accessibile con difficoltà.
Il contributo del lascito Tamburini e Brini
L’acquisto degli arredi destinati ai sei appartamenti diffusi già attivi e ai sei appartamenti di via Raimondi 41 è stato finanziato grazie al lascito ereditario delle signore Cecilia Tamburini e Iole Brini ad ASP Città di Bologna, curato dall’architetta Paola Piazzi. Per ricordare e valorizzare il loro gesto generoso, all’interno del condominio è stata apposta una targa commemorativa.
Al Centro Servizi Giovanni XXIII di ASP Bologna 20 nuovi appartamenti protetti per anziani grazie ai fondi PNRR
L’intervento garantisce autonomia, sicurezza e monitoraggio tecnologico avanzato. L’investimento PNRR – Missione 5 ammonta a oltre 2,4 milioni di euro totali. Già assegnati tutti i 20 appartamenti, che portano a 39 quelli disponibili nel Centro Servizi e a 122 quelli gestiti da ASP a Bologna.
Una casa propria, con una cucina e un bagno autonomi, la possibilità di continuare a vivere secondo le proprie abitudini e, allo stesso tempo, la sicurezza di avere assistenza e servizi a disposizione. È questo il modello degli appartamenti protetti per anziani autosufficienti, rafforzato con la realizzazione di ulteriori 20 alloggi inaugurati al Centro Servizi Giovanni XXIII di ASP Città di Bologna, in viale Roma 21.
L’intervento rientra nell’ambito di un progetto per la promozione dell’autonomia e della permanenza delle persone anziane nel proprio contesto di vita, promosso dal Comune di Bologna – Dipartimento Welfare e finanziato complessivamente con oltre 2,4 milioni di euro di fondi PNRR nell’ambito della Missione 5, dedicata a inclusione sociale e coesione. Di questi, 2,3 milioni sono stati destinati alla riqualificazione degli immobili e ulteriori 100mila euro all’acquisto di dispositivi tecnologici innovativi per aumentare la sicurezza e consentire il monitoraggio a distanza, destinati ai 20 ospiti dei nuovi alloggi e ad altri 80 residenti in appartamenti protetti di ASP già esistenti a Bologna. Attraverso 60mila euro è stato infine ulteriormente potenziato il sistema integrato dei servizi di assistenza domiciliare, previsti nei progetti individualizzati delle persone inserite negli appartamenti protetti, sostenuto prevalentemente con le risorse del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza governato da Ausl e Comune di Bologna.
A queste risorse si affianca l’impegno diretto di ASP, che ha aggiunto 200mila euro per la realizzazione degli appartamenti e 247 mila euro per gli arredi.
Gli alloggi, destinati a persone over 65 anni, sono stati realizzati al secondo piano del Blocco A del Centro, recuperando spazi che in precedenza ospitavano gli uffici del Servizio Patrimonio di ASP e i locali di una scuola materna. I lavori, coordinati da ASP e realizzati dal Consorzio Integra, si sono conclusi nei tempi previsti e gli appartamenti sono stati consegnati nel giugno di quest’anno, entro i termini previsti dal PNRR.
Sono stati assegnati a persone anziane in condizioni di fragilità individuate dai Servizi Sociali del Comune di Bologna e a cittadini che avevano presentato richiesta di ingresso direttamente ad ASP. Ogni appartamento è dotato di cucina completa di elettrodomestici, con piano cottura a induzione, frigorifero, lavastoviglie e lavasciuga, bagno autonomo, impianto di climatizzazione e serrande elettrificate. Accanto agli appartamenti è stata inoltre realizzata una sala multifunzionale, che sarà a disposizione dell’intero Centro Servizi per attività e momenti di incontro.
Vivere in autonomia, con una rete intorno
L’alloggio protetto nasce proprio per tenere insieme due esigenze: il mantenimento dell’autonomia della persona e la sicurezza di vivere in un contesto abitativo protetto.
Si tratta di una soluzione rivolta ad anziani autosufficienti che possono continuare a vivere autonomamente, mantenendo le proprie relazioni familiari e amicali, le abitudini e gli interessi, ma con una rete di servizi e di supporto facilmente accessibile.
Per chi risiede negli alloggi sono garantiti, tra gli altri, supervisione diurna, sistema di chiamata di emergenza, monitoraggio sanitario di base, attività di animazione e supporto del segretariato sociale. Due operatori seguono specificatamente gli ospiti degli appartamenti, mentre la presenza 24 ore su 24 degli infermieri del Centro Servizi assicura un intervento anche in emergenza in qualsiasi momento.
Con i nuovi alloggi, gli appartamenti protetti presenti al Giovanni XXIII passano da 19 a 39, mentre diventano 122 quelli complessivamente gestiti da ASP sul territorio di Bologna.
In questo contesto di forte innovazione si inserisce anche l’acquisto dei 100 dispositivi tecnologici di telemonitoraggio, destinati agli ospiti degli appartamenti protetti di ASP. I nuovi dispositivi sono stati accolti favorevolmente dai nuovi ospiti e sono attualmente in una fase di raccolta di informazioni per l’apprendimento delle abitudini di vita. Comprendono un braccialetto indossabile con SIM e geolocalizzazione, capace
di rilevare diversi parametri e segnalare anche eventuali cadute, e un sensore ambientale per il monitoraggio ad esempio dei movimenti all’interno dell’appartamento, dell’apertura e chiusura delle porte dei diversi ambienti, della temperatura e dell’umidità.
I dati possono essere consultati dagli operatori attraverso un’app, con l’obiettivo di cogliere tempestivamente eventuali cambiamenti che possano richiedere attenzione.
Un Centro Servizi che cambia
I nuovi appartamenti sono parte di un percorso più ampio di trasformazione del Centro Servizi Giovanni XXIII, che negli ultimi anni è stato interessato da importanti investimenti.
Nel giugno 2025 si sono conclusi i lavori di riqualificazione energetica finanziati dal POR-FESR, per un valore di 1,2 milioni di euro, ai quali ASP ha aggiunto 650 mila euro. Sono stati realizzati interventi di cappottatura e coibentazione, isolamento termico di alcune superfici e solai, relamping, sistemazione dei parapetti e un impianto fotovoltaico in copertura con una potenza di picco di 150 kW.
E il percorso proseguirà nei prossimi anni con un progetto che ASP si è aggiudicata nell’ambito di un bando europeo Horizon 2020, che prevede un finanziamento complessivo di circa 700 mila euro. L’obiettivo è rigenerare le aree verdi del Centro Servizi e valorizzarne il rapporto con il quartiere.
Il progetto partirà da un percorso partecipato che coinvolgerà gli ospiti, i residenti e altri soggetti del territorio e porterà alla riqualificazione di parte del parco, con nuovi arredi e sedute accessibili, percorsi verdi e spazi dedicati al gioco dei bambini e all’attività fisica degli anziani. Aziende e agenzie affiancheranno ASP nella realizzazione degli interventi. A livello europeo, quello di ASP è uno dei due progetti di questa tipologia
finanziati nell’ambito del programma.Il Centro Servizi Giovanni XXIII riunisce oggi cinque diverse tipologie di servizi: gli appartamenti protetti, la comunità alloggio, la casa di riposo, la Casa Residenza per Anziani non autosufficienti e il centro diurno specializzato nelle demenze. Una presenza articolata che permette di rispondere a esigenze assistenziali differenti, all’interno di uno stesso contesto e con una particolare attenzione alla continuità delle relazioni e della vita quotidiana. Nel 2025 sono stati complessivamente 365 gli anziani ospiti presso le strutture residenziali e semiresidenziali del Centro. A questi si aggiungono 56 anziani che vivono al loro domicilio e che hanno partecipato al Centro d’Incontro Margherita e 273 presenze dal territorio alle diverse attività proposte dal progetto Centri Servizi Aperti 2025.
Scarica qui il testo del comunicato stampa
Ascolta l’intervista della sig.ra Anna: https://youtu.be/l8pkLVrXndY?si=ysVsX_GQBktSwvLv
Scarica le slide presentate in occasione della conferenza stampa
Anziani: a Rimini l’ex Convento dei Servi diventa un polo urbano per la longevità e l’autonomia
RIMINI – Un ex complesso religioso nel cuore del centro storico si trasforma in un modello d’avanguardia per l’invecchiamento attivo e la domiciliarità. Con il completamento dei lavori di ristrutturazione dell’ex Convento dei Servi e del collegato immobile dei Tigli in via D’Azeglio – di proprietà dell’ASP Valloni-Marecchia – prende ufficialmente il via un nuovo progetto sociale promosso dal Comune di Rimini e dai servizi sociosanitari territoriali.
L’iniziativa punta a coniugare indipendenza abitativa, prevenzione e vita di comunità, offrendo agli anziani non soltanto un alloggio sostenibile, ma una vera e propria rete integrata di servizi specializzati e spazi sociali aperti al quartiere.
23 Alloggi tra domotica, sport e comunità
Il polo di via D’Azeglio mette a disposizione 23 alloggi con servizi, suddivisi tra l’ex Convento (14 appartamenti) e la struttura dei Tigli (9 appartamenti), per un totale di 8 bilocali e 15 monolocali.
Progettati per garantire accessibilità e benessere quotidiano, gli ambienti combinano tecnologie domotiche e spazi comuni pensati per favorire la socializzazione e il reciproco sostegno tra residenti:
-
Spazi per il benessere fisico: Una palestra attrezzata e un’area multifunzionale dedicata alla prevenzione e alla promozione della vita attiva.
-
Luoghi di incontro: Sale comuni e spazi aggregativi aperti anche alla cittadinanza e al quartiere per contrastare l’isolamento sociale.
-
Supporto personalizzato: Presenza quotidiana di operatori specializzati che affiancano gli inquilini nella gestione delle attività quotidiane, garantendo sicurezza senza privarli della propria indipendenza.
Gli alloggi saranno destinati a persone individuate dai Servizi sociosanitari nell’ambito della rete distrettuale per gli anziani.
Gianfreda: “Una piattaforma di innovazione per far vivere le persone nel proprio ambiente”
“Vogliamo costruire una rete di opportunità che consenta alle persone di vivere il più a lungo possibile nel proprio ambiente, mantenendo relazioni, capacità e libertà di scelta”, ha dichiarato l’assessore ai Servizi sociosanitari di Rimini, Kristian Gianfreda.
“Il polo dei Servi e dei Tigli nasce proprio con questa ambizione: non concentrare semplicemente servizi in un luogo, ma fare di quel luogo una piattaforma capace di portare innovazione, competenze e sostegno anche nelle case degli anziani.”
Un nuovo paradigma di welfare territoriale
L’intervento rappresenta un tassello centrale nelle politiche di riqualificazione urbana e sociale di Rimini, dimostrando come il recupero del patrimonio immobiliare storico possa coniugarsi con le sfide demografiche contemporanee. Investire nella domiciliarità e nell’autonomia delle persone anziane consente di prevenire la non autosufficienza e di costruire comunità più coese, inclusive e orientate al futuro.
Autonomia, Co-housing e Inclusione: ecco il progetto “Turchetta”
RIMINI – Il primo bilancio del progetto di co-housing sociale “Turchetta” a Rimini traccia un bilancio positivo e apre nuove prospettive per le politiche sulla vita indipendente. Partito come percorso sperimentale si è sviluppato, spiega il Comune, in una una “casa vissuta”, in “una storia di crescita e soprattutto di amicizia”. E la sperimentazione proseguirà per un altro anno. Nella casa di via Popilia, di proprietà dell’Asp Valloni-Marecchia e ristrutturata con risorse Pnrr e della stessa sono ospitati oggi sei ragazzi con disabilità, impegnati in un percorso di emancipazione quotidiana nato all’interno delle linee di intervento del PNRR e della legge sul “Dopo di Noi”.
L’esperienza ha dimostrato l’efficacia di un modello basato sull’abitare condiviso e sull’affiancamento socio-educativo ponderato, portando le istituzioni locali a confermarne il proseguimento per un ulteriore anno.
Dall’Assistenzialismo all’Autodeterminazione
L’iniziativa nasce per superare le logiche assistenziali tradizionali e offrire una palestra di autonomia abitativa e relazionale. Sotto la supervisione di un’équipe di professionisti, gli utenti affrontano giorno per giorno gli impegni della vita domestica: dalla gestione del budget familiare alla preparazione dei pasti, fino alla cura degli ambienti.
Oltre agli aspetti pratici della routine casalinga, il progetto mette al centro la dimensione sociale. L’obiettivo fondamentale rimane l’integrazione con il contesto urbano circostante, spingendo i giovani partecipanti verso una reale partecipazione alle attività del territorio, alla vita di quartiere e alla costruzione di una rete informale di relazioni.
Un Riscontro Positivo per le Famiglie e la Comunità
I dati raccolti al termine dei primi dodici mesi mettono in luce un doppio beneficio:
-
Crescita personale dei giovani: Un incremento tangibile della sicurezza nelle scelte quotidiane e nello sviluppo delle abilità pratiche.
-
Sollievo per i nuclei familiari: Una graduale transizione che affranca i genitori dal peso esclusivo dell’assistenza, rassicurandoli sul futuro dei propri figli.
I Numeri dell’Iniziativa
| Voce | Dettaglio |
| Sede dell’Immobile | Via Turchetta, Rimini |
| Utenti Coinvolti | 6 ragazzi inseriti nella struttura residenziale |
| Finanziamento | Risorse PNRR – M5C2 Investimento 1.2 per l’autonomia delle persone con disabilità |
| Orizzonte Operativo | Rinnovo confermato per una seconda annualità |
Verso Un Modello Replicabile di Welfare
La prosecuzione della sperimentazione permetterà di consolidare le metodologie adottate e di valutare la replicabilità del formato in altri ambiti dell’Emilia-Romagna. L’inclusione attiva, coniugata con l’impiego mirato dei fondi europei, dimostra come sia possibile passare da interventi emergenziali a percorsi strutturati di lungo periodo capaci di garantire dignità, autonomia e diritti esigibili a ogni cittadino.
Bilancio 2025 di ASP del Delta Ferrarese: un anno di servizi, progettazione e comunità
L’Assemblea dei Soci di ASP del Delta Ferrarese ha approvato il Bilancio consuntivo 2025 e il Bilancio Sociale 2025, i due documenti che, come previsto dalla normativa, rendicontano rispettivamente la gestione economico-finanziaria dell’Azienda e le attività, i risultati e il valore generato per il territorio. Il Bilancio consuntivo conferma la solidità e la salute del bilancio di ASP con un valore della produzione pari a 9.093.142 euro e un costo della produzione pari a 8.693.505 euro cosi suddiviso tra i vari servizi: gestione delle strutture per anziani e disabili 3.966.120 euro, minori e famiglie 1.518.159 euro, servizi per disabili 1.006.097 euro, servizi per anziani 580.861 euro, servizi per adulti e mediazione lavorativa 515.472 euro. Per completare il valore della spesa si aggiungono i servizi inclusione finanziati dal Fondo Povertà e servizi finanziati con PNRR che per il 2025 hanno comportato una spesa di 1.106.796 euro.
Il Bilancio Sociale accompagna questa fotografia economica raccontando il percorso compiuto dall’Azienda nel corso del 2025: un anno di consolidamento, ma anche di trasformazione, in cui la gestione quotidiana dei servizi si è affiancata a un intenso lavoro di progettazione, ricerca di risorse e costruzione di una visione capace di guardare al futuro del welfare territoriale.
Il 2025 è stato l’anno in cui ASP ha utilizzato importanti risorse da finanziamenti nazionali (a partire dal PNRR), regionali ed europei, trasformandoli in opportunità di sviluppo per il territorio. La ricerca di risorse è diventata infatti parte integrante di una strategia che guarda oltre l’orizzonte annuale dei servizi, con l’obiettivo non di moltiplicare i progetti, ma costruire interventi capaci di rafforzarsi reciprocamente, evitando che le opportunità si esaurissero con la conclusione dei finanziamenti.
Questa impostazione ha attraversato tutte le aree di attività dell’Azienda. Sono cresciuti i percorsi dedicati al sostegno della genitorialità e dei minori, con le azioni del Programma P.I.P.P.I. e della Vicinanza solidale; si sono consolidate le progettualità rivolte alle persone con disabilità, orientate all’autonomia abitativa e lavorativa; sono state sviluppate nuove risposte per anziani e caregiver e si è rafforzata la collaborazione con il Terzo Settore, nella convinzione che il welfare del futuro si costruisca attraverso reti sempre più solide tra istituzioni, associazioni e cittadini.
Accanto alla progettazione, il 2025 è stato anche un anno di investimento sulle persone. Formazione, benessere organizzativo e sviluppo delle competenze hanno accompagnato il lavoro quotidiano degli operatori, nella consapevolezza che la qualità dei servizi dipende innanzitutto dalla capacità delle organizzazioni di evolvere insieme ai bisogni delle comunità.
Il filo conduttore che ha attraversato l’intero anno è quello della costruzione di un welfare di comunità: un sistema che non si limita a rispondere alle fragilità quando emergono, ma prova ad anticiparle, creando relazioni, coinvolgendo i cittadini, valorizzando le risorse presenti nei territori e promuovendo nuove forme di partecipazione.
È questa la direzione che ASP del Delta Ferrarese ha scelto nel 2025 e che continua a orientarne l’azione anche nell’anno in corso. Molti dei percorsi avviati lo scorso anno sono oggi entrati nella loro piena fase operativa, mentre nuove progettualità stanno prendendo forma per rispondere a bisogni che evolvono.
Welfare e innovazione: presentato a Milano Marittima il progetto “Ancelia”
Si è svolta martedì 30 giugno a Milano Marittima la presentazione ufficiale di Ancelia, un progetto innovativo destinato a tracciare una nuova rotta nell’evoluzione dei servizi alla persona e del welfare collaborativo sul nostro territorio. L’evento ha raccolto i principali attori del settore, rappresentanti istituzionali e operatori delle associazioni di servizi pubblici, uniti dalla volontà di condividere strategie e risposte concrete alle nuove sfide demografiche e sociali.
L’iniziativa, intitolata “Tecnologia Amica: l’IA nella cura dell’anziano” è stata l’occasione per fare il punto sull’applicazione del sistema sviluppato da TeiaCare, introdotto nella struttura “F. Busignani” di Cervia dopo l’annuncio dello scorso anno e oggi pienamente operativo.
Il progetto ha comportato un investimento di 90mila euro, sostenuto dal Comune di Cervia, dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Grazie a sensori ottici intelligenti e a un sistema di intelligenza artificiale, la tecnologia supporta il personale sanitario nella gestione quotidiana dei 66 ospiti della struttura, contribuendo a migliorare sicurezza, monitoraggio e personalizzazione dell’assistenza.
Tecnologia e centralità della persona
Al centro del progetto Ancelia vi è l’integrazione tra l’efficienza dei modelli di gestione e la centralità della cura, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli utenti e ottimizzare l’organizzazione dei servizi assistenziali. Durante l’incontro sono stati illustrati i pilastri dell’iniziativa, che punta forte sulla digitalizzazione e sulla creazione di ecosistemi di welfare capaci di fare rete.
“Il futuro del welfare passa inevitabilmente dalla capacità di coniugare innovazione tecnologica e prossimità sociale. Il progetto Ancelia rappresenta esattamente questo: un modello replicabile che mette in sinergia competenze diverse per non lasciare indietro nessuno.”
«L’innovazione tecnologica non sostituisce l’imprescindibile fattore umano nella cura, ma lo potenzia – afferma la presidente dell’Asp Ravenna Cervia e Russi, Fabiola Gardelli -. Questo appuntamento rappresenta un momento di trasparenza e condivisione con il territorio, per dimostrare come i dati oggettivi e la tecnologia avanzata possano tradursi in benessere quotidiano per gli anziani e serenità per le loro famiglie».
I temi chiave del dibattito
I lavori di ieri hanno toccato diversi punti nevralgici per il comparto dei servizi sociali e sociosanitari:
-
Prossimità e capillarità: l’importanza di sviluppare risposte flessibili e vicine ai bisogni reali delle comunità locali.
-
Sostenibilità dei modelli: come far coesistere l’alta qualità delle prestazioni con la sostenibilità economica dei soggetti gestori.
-
Integrazione pubblico-privato sociale: il valore della cooperazione e del fare rete tra associazioni, multiutility e istituzioni regionali per generare valore condiviso.
L’appuntamento di Milano Marittima non è stato solo un momento di presentazione, ma un vero e proprio laboratorio di idee e un punto di partenza per l’attivazione di nuove sinergie sul territorio dell’Emilia-Romagna.
L’Intelligenza Artificiale entra in CRA: il 30 giugno a Milano Marittima la presentazione del progetto “Ancelia”
L’innovazione tecnologica e l’Intelligenza Artificiale si mettono al servizio della cura e dell’assistenza degli anziani. Martedì 30 giugno 2026, la splendida cornice del Centro Congressi di Milano Marittima (Via Jelenia Gora, 2) ospiterà il convegno “Tecnologia Amica: L’IA nella cura dell’anziano”.
L’evento, organizzato dall’ASP Ravenna, Cervia e Russi , nasce con l’importante sostegno di CISPEL Emilia-Romagna , del Comune di Cervia , della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Al centro del dibattito ci sarà la presentazione del progetto Ancelia, un sistema basato sull’IA applicato sperimentalmente presso la CRA “F. Busignani” di Cervia.
Il Programma della Giornata
I lavori, moderati da Fabiola Gardelli, Presidente di ASP Ravenna, Cervia e Russi, si articoleranno in tre momenti principali:
1. Apertura e Saluti Istituzionali (Ore 09:30)
La mattinata si aprirà con i saluti delle autorità e dei partner sostenitori:
-
Mirko Boschetti – Sindaco del Comune di Cervia
-
Mirella Falconi Mazzotti – Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
-
Ethel Frasinetti – Direttrice Generale Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
2. Interventi Tecnici e Scenari Futuri (Ore 10:00)
Spazio all’approfondimento scientifico e all’evoluzione dei modelli di cura:
-
L’evoluzione clinica: il Prof. Fulvio Lauretani (Direttore U.O. Medicina Interna 1 ad indirizzo Invecchiamento e Fragilità del Presidio Ospedaliero di Ravenna – AUSL Romagna) approfondirà il ruolo delle nuove tecnologie in risposta ai bisogni del paziente fragile.
-
L’assistenza di domani: Guido Magrin (Co-founder & CEO di TeiaCare, l’azienda sviluppatrice di Ancelia) illustrerà come l’Intelligenza Artificiale sta trasformando il lavoro quotidiano di cura.
-
Innovazione e territorio: Roberta Mazzoni (Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Ravenna) farà il punto sullo sviluppo tecnologico nei servizi dedicati alla terza età a livello locale.
3. Testimonianze dal campo ed Esperienze Concrete (Ore 11:00)
La terza sessione darà voce a chi ha già implementato e vissuto la tecnologia all’interno delle strutture:
-
L’esperienza di Cervia: Marilena Bellato (Coordinatrice della CRA “F. Busignani”) racconterà l’impatto sul campo dell’utilizzo di Ancelia da parte del personale assistenziale.
-
Un anno di dati: Costante Emaldi (Responsabile Governo clinico ASSCOR) presenterà i risultati, i dati e le prospettive future dopo un anno di sperimentazione di Ancelia presso la CRA S. Chiara.
-
La sfida delle ASP: L’intervento di Emanuela Giangrandi (Coordinatrice ASPER – CONFSERVIZI CISPEL) focalizzerà l’attenzione sul ruolo strategico che le Aziende Pubbliche ai Servizi alla Persona devono assumere di fronte all’avvento delle nuove tecnologie.
Dibattito e Networking
A seguire, a partire dalle ore 12:00, sarà dato spazio alle domande dal pubblico e al dibattito. La chiusura dei lavori è prevista per le 12:30 e sarà seguita da un aperitivo conviviale , un’importante opportunità di networking e confronto informale tra professionisti del settore, amministratori e partner tecnologici.
Come partecipare L’appuntamento è per martedì 30 giugno 2026 alle ore 09:30 presso il Centro Congressi di Milano Marittima. Un evento chiave per chiunque si occupi di welfare, servizi alla persona e innovazione socio-sanitaria in Emilia-Romagna.
Firmato il protocollo d’intesa per la realizzazione della nuova Casa della Comunità di Voltana
Lunedì 15 giugno 2026, a Ravenna presso la Direzione Generale dell’Ausl Romagna, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa per la realizzazione della nuova Casa della Comunità (CdC) di Voltana.
I servizi della CdC di Voltana sono attualmente collocati all’interno di una porzione della struttura, di proprietà dell’Azienda dei Servizi alla Persona (ASP) dei Comuni della Bassa Romagna, che ospita la comunità alloggio “Silvagni”.
L’ASP ha proposto di investire proprie risorse per realizzare una nuova struttura, nel parco adiacente, autonoma e più funzionale alle esigenze del futuro sviluppo dei servizi della CdC.
Questa nuova sede diventerà sempre di più il punto di riferimento per l’assistenza sociosanitaria alle frazioni nord di Lugo, in piena integrazione all’attività della nuova CdC di Lugo, che verrà completata entro l’estate.
Il progetto è funzionale anche allo sviluppo delle attività della comunità alloggio; infatti nei locali che verranno liberati è intenzione dell’ASP ampliare i posti letto della struttura, per migliorare la risposta ai bisogni della popolazione anziana del Distretto di Lugo.
Il protocollo, sottoscritto dal Direttore Generale Tiziano Carradori, dalla Sindaca di Lugo Elena Zannoni e dall’Amministratrice Unica dell’ASP Bassa Romagna Emanuela Giangrandi, prevede che, una volta realizzata la nuova struttura, verranno trasferiti qui tutti i servizi potenziati della CdC; i nuovo locali più spaziosi e funzionali consentiranno, infatti, di integrare gli attuali servizi presenti (Medici di Medicina Generale, Ambulatorio prelievi, Ambulatorio infermieristico/patologia cronica) con l’ambulatorio degli Infermieri di Famiglia e Comunità, l’ambulatorio specialistico e un locale che potrebbe ospitare un ulteriore MMG o altre attività come quella psicologica.
La nuova struttura, di circa 300 mq, sarà realizzata su un unico piano e comporterà un investimento per l’ASP Bassa Romagna di oltre 950mila euro.
Si prevede di avviare il cantiere dopo l’estate 2026; la durata stimata per il lavori è di 12/18 mesi.
“A Voltana diversi anni fa è stato attivato il primo Infermiere di Famiglia e Comunità dell’Ausl Romagna – sottolinea il Direttore Generale, Tiziano Carradori – e oggi, con questo nuovo importante investimento, si da continuità a quel percorso di innovazione dell’assistenza sanitaria che vuole i territori sempre più protagonisti”.
“Il progetto della nuova Casa della Comunità di Voltana rappresenta un importante potenziamento dell’assistenza sociosanitaria territoriale del Comune di Lugo. – sono le parole della Sindaca di Lugo Elena Zannoni – Insieme alla Casa della Comunità nel quartiere Lugo Sud, e in forte integrazione con essa, rappresenterà il punto di riferimento per i principali bisogni di salute dei cittadini lughesi, garantendo risposte integrate grazie all’impegno delle equipe multiprofessionali presenti in queste strutture”.
“ Si tratta di un investimento – aggiunge l’ Amministratrice Unica dell’ASP Bassa Romagna Emanuela Giangrandi – voluto dai soci dell’Azienda per perseguire un duplice obiettivo: migliorare la rete dei servizi sociosanitari a servizio delle frazioni nord del Comune di Lugo e potenziare l’assistenza agli anziani della Bassa Romagna grazie ai nuovi posti letto della comunità alloggio che verranno realizzati”.
Alla firma del protocollo d’intesa erano presenti anche la Direttrice del Distretto Sanitario di Lugo, Federica Boschi e la Presidente della Consulta di Voltana, Valeria Monti.
Fonte: Ausl Romagna
Il Tempo delle Scelte: un convegno a Parma sulla pianificazione condivisa delle cure
Il prossimo 27 maggio 2026, presso l’Auditorium Assistenza Pubblica di Parma, si terrà l’evento “Il Tempo delle Scelte“. L’iniziativa, organizzata da ASP Parma, è dedicata alla Pianificazione Condivisa delle Cure intesa come atto di libertà e dignità, con un focus particolare sulla fragilità e sulle demenze.
L’evento si inserisce nell’ambito delle iniziative del mese del Caregiver familiare ed è realizzato con il patrocinio di importanti istituzioni del territorio, tra cui il Comune di Parma, l’Università di Parma e il Servizio Sanitario Regionale.
Sessione Mattutina: Convegno per Professionisti (8:30 – 13:30)
La prima parte della giornata è rivolta specificamente ai professionisti sanitari e sociosanitari. Il dibattito approfondirà temi tecnici ed etici fondamentali, tra cui:
-
I bisogni esistenziali nella fragilità oltre il mero bisogno clinico.
-
La proporzionalità e l’appropriatezza delle cure.
-
Il coinvolgimento attivo dei familiari caregiver.
-
Le conversazioni sulle scelte future, il fine vita e le cure palliative.
Per questa sessione è previsto l’accreditamento ECM per i professionisti sanitari e crediti formativi per gli assistenti sociali.
Sessione Pomeridiana: Incontro Aperto (15:30 – 17:30)
Nel pomeriggio, l’evento si apre alla cittadinanza e prosegue il dialogo con i professionisti in un clima di condivisione pubblica. Il programma prevede:
-
Riflessioni su dignità e fine vita nella demenza.
-
Interviste e testimonianze dirette.
-
Una tavola rotonda di confronto.
-
Uno spazio dedicato al dialogo con il pubblico.
Informazioni Utili e Iscrizioni
La partecipazione all’evento è gratuita, ma l’iscrizione è obbligatoria entro il 20 maggio 2026. Per riservare il proprio posto o richiedere informazioni, è possibile contattare la segreteria organizzativa ai seguenti indirizzi email: segreteria.formazione@asp.parma.it m.difabio@asp.parma.it
Dettagli dell’evento:
-
Data: 27 maggio 2026
-
Luogo: Auditorium Assistenza Pubblica, Parma
-
Organizzazione: ASP Parma
-
Progetto Correlato: Realizzato in collaborazione con il Progetto Rizoma e il sostegno di Fondazione Cariparma.









