Progetto “Accanto a te – Orientarsi, comprendere, agire. Guida pratica per caregiver”
Nell’ambito degli interventi finanziati con risorse nazionali e regionali dedicate al sostegno dei caregiver, ASP Eppi-Manica-Salvatori, in coprogettazione con Coop Cidas e in raccordo con i servizi sanitari del territorio, ha realizzato un insieme di azioni finalizzate a mettere a disposizione strumenti concreti e immediatamente fruibili a supporto dei caregiver domiciliari.
Presupposto centrale dell’intervento è il riconoscimento del ruolo fondamentale del caregiver familiare nel sistema di assistenza alla persona con disabilità o in condizione di non autosufficienza. L’obiettivo è rafforzare le competenze, l’orientamento e la capacità di accesso ai servizi, riducendo il rischio di isolamento e il sovraccarico assistenziale che spesso accompagna la cura quotidiana.
Tra le azioni più significative si colloca il progetto “Accanto a Te – Orientarsi, comprendere, agire. Guida pratica per caregiver”, concepito non come semplice materiale informativo, ma come vero e proprio strumento operativo di accompagnamento.
La guida è articolata in 12 schede tematiche, autonome e modulari, utilizzabili singolarmente o come percorso integrato, strutturate per fornire risposte chiare, pratiche e immediatamente applicabili ai principali bisogni espressi dalle famiglie.
Le schede facilitano l’accesso e la comprensione della rete dei servizi sociali, socio-assistenziali e sanitari del territorio, supportando il caregiver nelle scelte quotidiane e nei passaggi più complessi del percorso di cura domiciliare.
Il materiale sarà disponibile sia in formato cartaceo, utilizzabile nei servizi e negli sportelli territoriali, sia in formato digitale, attraverso una sezione dedicata del sito web di ASP, al fine di garantire un’ampia diffusione e un utilizzo continuativo. A completamento dello strumento sono state inoltre realizzate videopillole informative, pensate per rafforzare ulteriormente l’accessibilità e la comprensione dei contenuti.
La guida si inserisce in un contesto più ampio di servizi già attivi sul territorio a favore dei caregiver e rappresenta un tassello ulteriore nel percorso di rafforzamento della rete locale, sviluppato anche in collaborazione con l’Azienda USL territoriale, in una logica di integrazione socio-sanitaria.
L’Amministratore Unico di ASP, Dott. Arturo Masini, esprime grande soddisfazione per la realizzazione del progetto:
«Questo percorso rappresenta un passo concreto verso una presa in carico più consapevole, accessibile e integrata delle famiglie che quotidianamente affrontano le complessità della cura domiciliare. Abbiamo voluto creare uno strumento operativo semplice, immediato e realmente utile, capace di sostenere i caregiver nel loro ruolo fondamentale, troppo spesso svolto in solitudine e con un elevato carico emotivo e organizzativo.
Il lavoro coprogettato con il terzo settore, in questo caso con Coop Cidas e con i servizi sanitari del territorio, dimostra quanto la collaborazione e la coprogettazione siano essenziali per generare risposte efficaci e sostenibili. Il nostro impegno è quello di rafforzare sempre più una rete unitaria, in grado di offrire strumenti concreti e di ridurre le disuguaglianze informative che ancora ostacolano l’accesso ai servizi.
Questo progetto, che mettiamo a disposizione dei cittadini dei Comuni soci di ASP come patrimonio comune, rappresenta non solo una guida, ma un segnale chiaro: la cura delle persone fragili e di chi se ne occupa è una responsabilità condivisa, che merita attenzione, competenza e visione di insieme.
La qualità degli interventi di welfare richiede tempo, ascolto e costruzione condivisa: restituire oggi uno strumento solido e pienamente operativo significa assumersi la responsabilità di lavorare sul lungo periodo, investendo sulla tenuta del sistema dei servizi e sul benessere delle famiglie del nostro territorio.
Ringrazio tutte le professionalità coinvolte per il lavoro svolto e per la dedizione dimostrata. Continueremo a investire in iniziative che valorizzano la prossimità, la qualità dei servizi e il sostegno alle famiglie».
Vedi Il Vademecum del Caregiver:
Regioni: bene l’approvazione del Piano Nazionale non autosufficienza. Ora sbloccare i fondi
E’ di circa 3 miliardi di euro lo stanziamento previsto nel nuovo Piano Nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, finanziato dal Fondo per le non autosufficienze con oltre 982 milioni per il 2025, 934 milioni per il 2026 e 1 miliardo e 108 milioni per il 2027. Le risorse sono ripartite tra una quota indistinta a supporto della fragilità e una quota vincolata all’attuazione dei LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali), all’assunzione di personale specializzato e alla realizzazione di progetti per la vita indipendente.
Le Regioni hanno sollecitato l’emanazione tempestiva della circolare esplicativa sulle anticipazioni finanziarie e l’erogazione delle prime quote disponibili; l’obiettivo è evitare criticità nella gestione dei servizi dovute a ritardi centrali, assicurando che le prestazioni arrivino regolarmente alle famiglie.
L’iniziativa segna un passo avanti nella programmazione sociale nazionale frutto di un confronto tra Governo e Regioni che deve continuare in modo proficuo e tiene conto anche della futura integrazione con il Piano dedicato alla cura della fragilità degli anziani, attualmente in fase di definizione.
Welfare, Adozione della Cartella sociale informatizzata
Con il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 31 dell’11 marzo 2026, su proposta della Rete della protezione ed inclusione sociale, è stato adottato il documento recante “Linee guida e requisiti funzionali per la progettazione della Cartella sociale informatizzata”.
Si tratta di un’attività realizzata da ANCI su richiesta della Direzione Generale per lo Sviluppo sociale e gli aiuti alle povertà del Ministero, nel quadro delle misure sostenute dal PN Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027 e delle attività finalizzate a migliorare e potenziare la capacità degli Ambiti territoriali sociali di rispondere adeguatamente alle necessità dei cittadini più fragili.
Il documento definisce, per la prima volta, un modello nazionale omogeneo che possa orientare la progettazione delle soluzioni informatiche per la gestione e il tracciamento degli interventi sociali e sociosanitari a livello locale, chiarendo i requisiti minimi per garantire l’interoperabilità con il Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali (SIUSS) e con le principali banche dati nazionali e mettendo a disposizione un linguaggio condiviso per Regioni, ATS e Comuni.
Per saperne di più:
- Decreto ministeriale n. 31 dell’11 marzo 2026
- Linee guida e requisiti funzionali per la progettazione della Cartella sociale informatizzata
- Allegati
Fonte: Anci
Asp Ferrara. Alessandro Misiani è il nuovo amministratore unico: Triches rimane direttore generale
L’ avvocato Alessandro Misiani è il nuovo Amministratore Unico di Asp Ferrara mentre Stefano Triches continuerà a ricoprire il ruolo di direttore generale dell’azienda di servizi alla persona. Nei giorni scorsi l’assemblea dei soci, formata da rappresentanti dei Comuni di Ferrara, Masi Torello e Voghiera, ha formalizzato la nomina di Misiani, che si è già insediato presso la sede di via Ripagrande.
Come primo atto, il nuovo Amministratore Unico ha scelto di prorogare di 6 mesi l’incarico del direttore generale Stefano Triches, incontrando poi le posizioni organizzative di un’Azienda che continuerà a dare risposte a famiglie, minori, anziani e persone con disabilità del territorio.
Tutto questo grazie ad un contratto di gestione dei servizi sociali rinnovato lo scorso 1 luglio, che oltre ad un contributo fisso di 7,5 milioni di euro vede un flusso finanziario complessivo di circa 10 milioni di euro annuali, dovuto a trasferimenti da parte del Comune per progettualità specifiche. L’impegno economico è stato confermato anche per questo 2026.
Intesa in Conferenza Unificata sul Piano non autosufficienza 2025-2027 e riparto Fondo
In sede di Conferenza Unificata, che si è svolta il 18 marzo 2026, è stata raggiunta l’intesa sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delegato per le disabilità e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell’economia e delle finanze, di adozione del Piano nazionale per la non autosufficienza e di riparto del Fondo per le non autosufficienze relativo al triennio 2025-2027.
Il DPCM provvede al riparto alle Regioni per il successivo trasferimento agli Ambiti Territoriali Sociali delle risorse del Fondo per la Non Autosufficienza 2025-27, finalizzato alla copertura dei costi di rilevanza sociale dell’assistenza sociosanitaria per la platea delle persone con disabilità e le persone anziane non autosufficienti, che ammonta a 982,2 milioni nel 2025, 934,5 milioni di euro nel 2026 e 1.108,4 milioni di euro nel 2027.
Il decreto adotta anche il Piano per la non autosufficienza 2025-2027, che riguarda le persone con disabilità non autosufficienti fino ai 70 anni (frutto di un percorso condiviso, già approvato dalla Rete della protezione e dell’inclusione sociale e dalla CTFS) e prevede la successiva adozione con decreto (art.6) del Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziani (di età pari o superiore a 70 anni) 2025-27.
Sul totale delle risorse, sono previste quote vincolate:
- 250 milioni annui per i LEP anziani (assistenza domiciliare, servizi di sollievo e supporto alle famiglie) ripartiti per il 70% sulla base degli anziani residenti di età pari o superiore a 70 anni e per il 30% per i titolari di indennità di accompagnamento di età pari o superiori a 70 anni;
- 50 milioni per l’assunzione di personale sociale nei PUA;
- 14,64 milioni per i progetti di Vita indipendente.
Su richiesta di Anci, è stata introdotta una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse tra le due platee (persone con disabilità e anziani NA), senza un riparto rigido a monte: saranno Regioni e ATS a definire la programmazione in base alle esigenze territoriali.
Una parte delle risorse del FNA è destinata infatti in maniera indistinta a entrambe le platee: tale quota è pari a 605,1 milioni di euro per il 2025, 619,9 milioni di euro per il 2026 e 793,8 milioni di euro per il 2027, ed è ripartita tra le Regioni sulla base dei seguenti criteri (aggiornati su richiesta della Corte dei Conti e della CTFS):
- 80% in base alla popolazione residente pari o superiore ai 75 anni;
- 10% sull’incidenza delle indennità di accompagnamento
- 10% sulle certificazioni di gravità ex art. 3, comma 3 della Legge 104/92.
In sede di Conferenza, nell’esprimere l’intesa, Anci ha sottolineato tuttavia l’assoluta necessità, stante il grande ritardo accumulato, di procedere con la massima urgenza al perfezionamento dell’iter di adozione del decreto, nonché di procedere ad una revisione complessiva del funzionamento del Fondo, volta a superare le criticità strutturali attuali e a garantire una programmazione più fluida e stabile per i territori; esigenza che deve estendersi all’intero sistema di finanziamento delle politiche sociali.
Fonte: Anci
A Reggio Emilia una conferenza sul benessere organizzativo come leva strategica per i servizi alla persona
Mettere al centro le persone che lavorano nelle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona per garantire servizi di qualità, inclusivi e sostenibili: è questo il messaggio chiave emerso dalla conferenza “Le ASP: aziende di persone”, svoltasi a Reggio Emilia lunedì 9 febbraio 2026. Sala gremita di rappresentanti di Comune, Provincia e delle ASP regionali, nonché di diversi professionisti.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti di Mariella Martini, Presidente di ASP Reggio Emilia, che ha proposto una riflessione sull’importanza di prendersi cura non solo delle persone affidate ai servizi, ma anche di chi quotidianamente presta le cure, sottolineando il valore del confronto come opportunità di miglioramento continuo.
È seguito l’intervento del Sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, che ha evidenziato come le ASP siano organizzazioni complesse, chiamate a confrontarsi con le sfide dell’invecchiamento della popolazione, delle nuove fragilità sociali e una domanda crescente di servizi personalizzati. In questo contesto, l’umanesimo – inteso come empatia e alleanza – deve rimanere un valore centrale.
Giancarlo Muzzarelli, Presidente della Commissione regionale politiche sociali e per la salute, ha sottolineato l’impegno della Regione Emilia-Romagna nel mantenere in salute la comunità in un quadro di continuo cambiamento, attraverso un sano sistema sanitario e un’alleanza contro le povertà, promuovendo salute fisica ed economica, ricerca e innovazione e rafforzando capisaldi come il volontariato, le reti territoriali e gli elementi di comunità.
Nadia Manni, Direttore di ASP Reggio Emilia, ha illustrato lo scenario dell’ASP cittadina: 900 utenti, servizi aperti 365 giorni l’anno, 680 dipendenti – di cui l’83% donne – affrontando i temi della sostenibilità finanziaria, del ciclo della performance e dell’utilizzo delle risorse pubbliche. Ha inoltre richiamato i cardini del valore del capitale umano: qualificazione professionale, valorizzazione, formazione, motivazione e umanizzazione del lavoro di cura, presentando le azioni intraprese, la misurazione degli interventi e la trasparenza come elementi guida.
Nel corso della mattinata ampio spazio è stato dedicato agli interventi di approfondimento sul ruolo delle risorse umane come vero capitale delle ASP.
Massimiliano Monnanni, Segretario generale del CNEL, ha sottolineato l’importanza di una regia pubblica, ricordando che in Italia operano 578 realtà tra ASP e IPAB che non devono essere lasciate sole. Ha inoltre affrontato il tema del trattamento fiscale delle ASP, oggi penalizzante rispetto ad altri soggetti del settore, illustrando la proposta di disegno di legge avanzata dal CNEL per equipararle alle AUSL, preservando al contempo le identità territoriali.
È emersa con forza la necessità di considerare il benessere lavorativo non come elemento accessorio, ma come fattore determinante per la qualità dei servizi. Marco Rotondi, Presidente IEN – Istituto Europeo di Neurosistemica – ha presentato un modello di wellness organizzativo, applicato anche in ASP Reggio Emilia, basato sulla soddisfazione delle persone nel luogo di lavoro, dove ciascuno possa trovare il proprio spazio ed essere supportato, favorendo un’organizzazione capace di generare libertà, soddisfazione, qualità.
Bruno Susio, consulente di strategie per la Pubblica Amministrazione, ha affrontato i temi della leadership e dei modelli gestionali innovativi, sottolineando l’importanza di ambienti di lavoro partecipativi, fondati sulla fiducia, sulla responsabilità condivisa, sulla valorizzazione delle competenze e sulla capacità di leggere il cambiamento, riappropriandosi della comunicazione di senso come leva strategica.
Un focus specifico è stato dedicato anche all’attrattività del lavoro pubblico, con gli interventi di Giuseppe Canossi, consulente ANCI, e Valentina Lealini, Dirigente ARAN, che hanno evidenziato la necessità di rendere le ASP luoghi di lavoro capaci di attrarre e trattenere nuove professionalità. Sono stati affrontati i vincoli, ma anche le opportunità offerte dalla formazione continua, dal riconoscimento del valore sociale del lavoro svolto, dalle politiche di age-management e dall’attenzione alle diverse esigenze delle persone, presentando inoltre le principali novità delle politiche contrattuali.
Nel dibattito sono stati affrontati anche i temi dell’innovazione, della digitalizzazione e dell’uso dell’intelligenza artificiale, considerate opportunità da governare con attenzione affinché rimangano strumenti al servizio delle persone e non fattori di appesantimento organizzativo.
A chiudere la conferenza è stato Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d’Oro, che ha sottolineato la centralità della formazione del personale e dei dirigenti, insieme al coinvolgimento attivo delle persone, per trasmettere passione e amore, elementi capaci di cambiare realmente la vita di chi riceve cura, in una sinergia che rende la collettività più attenta e sensibile.
La mattinata si è conclusa con una riflessione condivisa sul valore umano dei servizi alla persona: la qualità dell’assistenza e dell’inclusione passa dalla capacità delle ASP di mettere la persona – utenti e lavoratori – al centro di ogni scelta organizzativa, riconoscendo che prendersi cura di chi cura è una condizione essenziale per il futuro del welfare pubblico.






