Il valore sociale del caregiver: lo studio del CNEL

Di fronte a una popolazione che invecchia, il ruolo di chi assiste i propri cari diventa un pilastro del welfare. Ma a quale prezzo? I dati del CNEL rivelano il profilo, le sfide e le eccellenze regionali di una figura fondamentale quanto fragile.

Il “valore sociale del caregiver” non è più solo un concetto etico, ma una necessità strutturale che il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) ha deciso di quantificare in un recente e dettagliato rapporto. Documentando la realtà di chi si prende cura di familiari non autosufficienti, lo studio evidenzia come il caregiver sia il vero “motore nascosto” del sistema di protezione sociale italiano, con un impatto profondo sulla salute, sull’economia e sull’equilibrio vita-lavoro.

L’identikit del Caregiver: donne, over 45 e a rischio povertà

Secondo il rapporto, i caregiver in Italia sono oltre 7 milioni. Un esercito silenzioso composto per il 58% da donne, con una concentrazione massima nella fascia d’età tra i 45 e i 64 anni.

Il dato che emerge con maggior forza è il rischio di impoverimento e isolamento:

  • Impatto lavorativo: Il tasso di occupazione delle donne caregiver è di 4 punti inferiore rispetto a chi non ha responsabilità di cura.

  • Salute mentale: Oltre il 40% dei caregiver manifesta sintomi depressivi o forte stress (burnout), dovuto a carichi di assistenza che spesso superano le 20 ore settimanali.

  • Vulnerabilità economica: Circa la metà dei nuclei familiari con disabili dichiara un ISEE inferiore ai 9.000 euro, a dimostrazione di come la cura informale possa spingere verso la povertà.


Il “Modello Emilia-Romagna”: un’eccellenza nel riconoscimento

Se il quadro nazionale appare complesso, l’Emilia-Romagna si conferma come una delle regioni all’avanguardia nella tutela di questa figura. È stata infatti la prima regione in Italia a dotarsi di una legge specifica (Legge Regionale 2/2014) per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare.

I punti chiave del supporto regionale

L’Emilia-Romagna non si limita al riconoscimento formale, ma ha costruito una rete di servizi che il rapporto CNEL cita come punto di riferimento:

  1. Integrazione nel PAI (Piano Assistenziale Individualizzato): Il caregiver non è un semplice spettatore, ma parte integrante del piano di cura, con diritti specifici a ricevere supporto dai servizi sociali e sanitari.

  2. La “Caregiver Card”: Uno strumento innovativo che permette il riconoscimento formale della figura presso i servizi pubblici e sanitari, facilitando l’accesso e la comunicazione con i professionisti.

  3. Supporto Psicologico e Prevenzione del Burnout: La regione promuove attivamente la valutazione dello stress (attraverso strumenti come la Scala Zarit) e offre percorsi di sollievo per prevenire il crollo fisico e mentale di chi assiste.

  4. Riconoscimento delle Competenze: Un tema caro al CNEL è la certificazione delle competenze acquisite nel lavoro di cura, affinché l’esperienza maturata possa diventare una risorsa spendibile nel mercato del lavoro formale.


Verso una tutela nazionale: la sfida legislativa

Il rapporto CNEL funge da ponte verso una legge quadro nazionale che possa uniformare le tutele su tutto il territorio. L’obiettivo è trasformare il “volontariato forzato” in una scelta supportata da diritti certi: contributi previdenziali, tutele assicurative e una reale conciliazione tra lavoro e assistenza.

In questo scenario, l’esperienza dell’Emilia-Romagna dimostra che investire sul caregiver significa investire sulla tenuta dell’intera comunità. Per siti come asper.cispeler.it, attenti alle dinamiche sociali e del lavoro, il messaggio è chiaro: sostenere chi cura non è solo un atto di civiltà, ma un requisito indispensabile per la sostenibilità futura del nostro Paese.

Per approfondire: È possibile consultare il documento integrale “Il valore sociale del caregiver” 



ASP REGGIO EMILIA – Città delle Persone, nominato il nuovo Cda. La presidente è Alessandra Medici

É Alessandra Medici, project manager Art-ER con esperienza nell’ambito dell’Innovazione sociale e assessora a Welfare del Comune di Guastalla, la nuova presidente di ASP Reggio Emilia – Città delle persone.

La presidente è espressione del nuovo Cda nominato su designazione del Comune di Reggio Emilia, nella mattinata di mercoledì 8 aprile dall’Assemblea dei soci composta dal sindaco di Reggio Emilia (socio maggioritario), dal presidente della Provincia e dai soci privati rappresentati dal Seniore dei discendenti del Conte Girolamo Ancini e dal Seniore dei Discendenti di Raimondo Franchetti.

Gli altri membri del Consiglio di Amministrazione nominati dall’Assemblea sono Luca Poletti e Sandra Coriani. Nel pomeriggio i tre componenti hanno eletto in seno al Cda la presidente che subentra a Mariella Martini, la quale negli ultimi cinque anni ha ricoperto l’incarico affiancata da Simone Caprari e Giulia Notari.

“Alla dottoressa Mariella Martini – che in questi anni ha guidato con competenza e dedizione l’organo di indirizzo gestionale dell’Asp Città delle Persone, come agli altri membri del Cda uscente desidero esprimere i miei più sentiti ringraziamenti”, ha affermato il sindaco Marco Massari. “L’Asp – ha continuato il sindaco Massari rivolgendo i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Cda – è l’azienda pubblica a cui è affidato un compito importantissimo per la tenuta della nostra comunità: l’organizzazione e l’erogazione di servizi socio-assistenziali e sociosanitari rivolti alle persone non autosufficienti, anziani e persone con disabilità in primis, ma anche delle comunità educative rivolte ai minori e famiglie e sempre più, è chiamata ad occuparsi anche di disagio giovanile: presto negli spazi dell’Asp inaugureremo un luogo dedicato e pensato proprio per i giovani”.

“L’invecchiamento della popolazione e il futuro dei nostri ragazzi, non solo in termini di disagio ma anche di opportunità che il territorio è in grado di offrire – aggiunge l’assessora alla Cura delle Persone Annalisa Rabitti – sono tra le principali sfide che ci troviamo ad affrontare come amministratori locali. Una sfida che richiede lungimiranza, innovazione e che affrontiamo attuando politiche per anziani, per persone con disabilità e politiche giovanili in strettissima sinergia tra loro: una strategia che vogliamo portare avanti lavorando tutti insieme: Comune, Asp – Città delle Persone, Asl e Terzo settore”.

Alessandra Medici, originaria di Brescello (RE) 37enne, una laurea magistrale in Relazioni internazionali conseguita all’Ateneo di Bologna e un master di secondo livello in Managment delle Organizzazioni non profit, per Art-ER, Società Consortile dell’Emilia-Romagna per favorire la crescita sostenibile della regione attraverso lo sviluppo di innovazione e conoscenza, attrattività e internazionalizzazione del territorio, ha lavorato all’implementazione di progetti europei e nazionali. Ha svolto assistenza tecnica alla Regione Emilia-Romagna in materia di rafforzamento di servizi e reti per l’innovazione sociale e l’economia sociale, occupandosi in particolare della Legge Regionale sull’economia sociale e del Codice del terzo settore.

In qualità di consigliera dell’Unione dei Comuni della Bassa reggiana ricopre anche il ruolo di presidente della Commissione Welfare ed è membro del programma Yep (Giovani Politici Eletti) del Comitato Europeo delle Regioni.

Sandra Coriani, nata a Baiso (RE), attualmente in pensione, ha all’attivo una ventennale carriera come dirigente delle Professioni sanitarie presso l’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia, iniziata all’Arcispedale SMN. All’interno delle strutture sanitarie del territorio ha ricoperto numerosi e qualificati incarichi che l’hanno portata anche ad essere coordinatrice dell’attività di emergenza/urgenza della Centrale operativa 118 Reggio Emilia Soccorso e prima ancora è stata responsabile della qualità dell’assistenza ai pazienti presso la Rianimazione del Santa Maria Nuova. Tra gli incarichi ricoperti anche quello nel Cda di Farmacie Comunali Riunite. Al tempo stesso ha svolto una lunga attività di docenza all’Università degli Studi di Modena presso il corso di Laurea magistrale in Scienze infermieristiche, il master di Coordinamento e il D.U. per Infermieri.

Luca Poletti, 49 anni, nativo di Laives (BZ) attualmente all’Ufficio sviluppo del personale della Provincia autonoma di Bolzano dove si occupa prevalentemente di E-Learning e Progetti Pnrr, dopo la Laurea magistrale in Scienze Politiche conseguita all’Università di Bologna, ha lavorato, fino al 2023 sul territorio reggiano, dove ha prevalentemente condotto esperienze dirigenziali in ambito privato. Inoltre, per una decina d’anni, dal 2004 al 2014, è stato assessore e vicesindaco del Comune di Albinea.


Regioni: bene l’approvazione del Piano Nazionale non autosufficienza. Ora sbloccare i fondi

E’ di circa 3 miliardi di euro  lo stanziamento previsto nel nuovo Piano Nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, finanziato dal Fondo per le non autosufficienze con oltre 982 milioni per il 2025, 934 milioni per il 2026 e 1 miliardo e 108 milioni per il 2027. Le risorse sono ripartite tra una quota indistinta a supporto della fragilità e una quota vincolata all’attuazione dei LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali), all’assunzione di personale specializzato e alla realizzazione di progetti per la vita indipendente.

Le Regioni hanno sollecitato l’emanazione tempestiva della circolare esplicativa sulle anticipazioni finanziarie e l’erogazione delle prime quote disponibili; l’obiettivo è evitare criticità nella gestione dei servizi dovute a ritardi centrali, assicurando che le prestazioni arrivino regolarmente alle famiglie.

L’iniziativa segna un passo avanti nella programmazione sociale nazionale frutto di un confronto tra Governo e Regioni che deve continuare in modo proficuo e tiene conto anche della futura integrazione con il Piano dedicato alla cura della fragilità degli anziani, attualmente in fase di definizione.

“Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione, in sede di Conferenza Unificata, del Piano nazionale per la non autosufficienza 2025–2027, un provvedimento atteso e fondamentale per garantire continuità e rafforzamento agli interventi a favore delle persone più fragili”, ha dichiarato Pasqualina Straface, coordinatrice della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni e Assessore della Regione Calabria, chiarendo che “si tratta di un risultato importante, frutto di un confronto tra Governo e Regioni che deve continuare in modo proficuo per evitare il rischio di interruzione dei servizi e delle misure. Rilevante è la dotazione finanziaria complessiva di circa 3 miliardi di euro nel triennio, risorse che vanno sbloccate in tempi rapidi e che rappresentano un segnale concreto di attenzione verso le persone non autosufficienti e le loro famiglie”.
Le risorse sono ripartite secondo una quota indistinta, che va a supporto delle persone non autosufficienti sia con disabilità sia anziane, e di una quota vincolata all’attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), all’assunzione del personale, e alla realizzazione dei “progetti per la vita indipendente”.
Con l’approvazione del Piano nazionale si dà una risposta alla popolazione non autosufficiente sino a 70 anni di età; Governo e Regioni sono al lavoro sul nuovo Piano nazionale per l’assistenza e cura della fragilità e della non autosufficienza che invece è interamente dedicato alle persone anziane e che rientra nella medesima linea di finanziamento.
(Regioni.it)
Per approfondire, leggi qui l’articolo pubblicato su Quotidiano Sanità

Welfare, Adozione della Cartella sociale informatizzata

Con il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 31 dell’11 marzo 2026, su proposta della Rete della protezione ed inclusione sociale, è stato adottato il documento recante “Linee guida e requisiti funzionali per la progettazione della Cartella sociale informatizzata”.
Si tratta di un’attività realizzata da ANCI su richiesta della Direzione Generale per lo Sviluppo sociale e gli aiuti alle povertà del Ministero, nel quadro delle misure sostenute dal PN Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027 e delle attività finalizzate a migliorare e potenziare la capacità degli Ambiti territoriali sociali di rispondere adeguatamente alle necessità dei cittadini più fragili.
Il documento definisce, per la prima volta, un modello nazionale omogeneo che possa orientare la progettazione delle soluzioni informatiche per la gestione e il tracciamento degli interventi sociali e sociosanitari a livello locale, chiarendo i requisiti minimi per garantire l’interoperabilità con il Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali (SIUSS) e con le principali banche dati nazionali e mettendo a disposizione un linguaggio condiviso per Regioni, ATS e Comuni.

Per saperne di più:

Fonte: Anci


Asp Ferrara. Alessandro Misiani è il nuovo amministratore unico: Triches rimane direttore generale

L’ avvocato Alessandro Misiani è il nuovo Amministratore Unico di Asp Ferrara mentre Stefano Triches continuerà a ricoprire il ruolo di direttore generale dell’azienda di servizi alla persona. Nei giorni scorsi l’assemblea dei soci, formata da rappresentanti dei Comuni di Ferrara, Masi Torello e Voghiera, ha formalizzato la nomina di Misiani, che si è già insediato presso la sede di via Ripagrande.
Come primo atto, il nuovo Amministratore Unico ha scelto di prorogare di 6 mesi l’incarico del direttore generale Stefano Triches, incontrando poi le posizioni organizzative di un’Azienda che continuerà a dare risposte a famiglie, minori, anziani e persone con disabilità del territorio.

Tutto questo grazie ad un contratto di gestione dei servizi sociali rinnovato lo scorso 1 luglio, che oltre ad un contributo fisso di 7,5 milioni di euro vede un flusso finanziario complessivo di circa 10 milioni di euro annuali, dovuto a trasferimenti da parte del Comune per progettualità specifiche. L’impegno economico è stato confermato anche per questo 2026.

 


Intesa in Conferenza Unificata sul Piano non autosufficienza 2025-2027 e riparto Fondo

In sede di Conferenza Unificata, che si è svolta il 18 marzo 2026, è stata raggiunta l’intesa sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delegato per le disabilità e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell’economia e delle finanze, di adozione del Piano nazionale per la non autosufficienza e di riparto del Fondo per le non autosufficienze relativo al triennio 2025-2027.
Il DPCM provvede al riparto alle Regioni per il successivo trasferimento agli Ambiti Territoriali Sociali delle risorse del Fondo per la Non Autosufficienza 2025-27, finalizzato alla copertura dei costi di rilevanza sociale dell’assistenza sociosanitaria per la platea delle persone con disabilità e le persone anziane non autosufficienti, che ammonta a 982,2 milioni nel 2025, 934,5 milioni di euro nel 2026 e 1.108,4 milioni di euro nel 2027.
Il decreto adotta anche il Piano per la non autosufficienza 2025-2027, che riguarda le persone con disabilità non autosufficienti fino ai 70 anni (frutto di un percorso condiviso, già approvato dalla Rete della protezione e dell’inclusione sociale e dalla CTFS) e prevede la successiva adozione con decreto (art.6) del Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziani (di età pari o superiore a 70 anni) 2025-27.

Sul totale delle risorse, sono previste quote vincolate:

  • 250 milioni annui per i LEP anziani (assistenza domiciliare, servizi di sollievo e supporto alle famiglie) ripartiti per il 70% sulla base degli anziani residenti di età pari o superiore a 70 anni e per il 30% per i titolari di indennità di accompagnamento di età pari o superiori a 70 anni;
  • 50 milioni per l’assunzione di personale sociale nei PUA;
  • 14,64 milioni per i progetti di Vita indipendente.

Su richiesta di Anci, è stata introdotta una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse tra le due platee (persone con disabilità e anziani NA), senza un riparto rigido a monte: saranno Regioni e ATS a definire la programmazione in base alle esigenze territoriali.

Una parte delle risorse del FNA è destinata infatti in maniera indistinta a entrambe le platee: tale quota è pari a 605,1 milioni di euro per il 2025, 619,9 milioni di euro per il 2026 e 793,8 milioni di euro per il 2027, ed è ripartita tra le Regioni sulla base dei seguenti criteri (aggiornati su richiesta della Corte dei Conti e della CTFS):

  • 80% in base alla popolazione residente pari o superiore ai 75 anni;
  • 10% sull’incidenza delle indennità di accompagnamento
  • 10% sulle certificazioni di gravità ex art. 3, comma 3 della Legge 104/92.

In sede di Conferenza, nell’esprimere l’intesa, Anci ha sottolineato tuttavia l’assoluta necessità, stante il grande ritardo accumulato, di procedere con la massima urgenza al perfezionamento dell’iter di adozione del decreto, nonché di procedere ad una revisione complessiva del funzionamento del Fondo, volta a superare le criticità strutturali attuali e a garantire una programmazione più fluida e stabile per i territori; esigenza che deve estendersi  all’intero sistema di finanziamento delle politiche sociali.

Fonte: Anci


A Reggio Emilia una conferenza sul benessere organizzativo come leva strategica per i servizi alla persona

Mettere al centro le persone che lavorano nelle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona per garantire servizi di qualità, inclusivi e sostenibili: è questo il messaggio chiave emerso dalla conferenza Le ASP: aziende di persone, svoltasi a Reggio Emilia lunedì 9 febbraio 2026. Sala gremita di rappresentanti di Comune, Provincia e delle ASP regionali, nonché di diversi professionisti.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti di Mariella Martini, Presidente di ASP Reggio Emilia, che ha proposto una riflessione sull’importanza di prendersi cura non solo delle persone affidate ai servizi, ma anche di chi quotidianamente presta le cure, sottolineando il valore del confronto come opportunità di miglioramento continuo.

È seguito l’intervento del Sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, che ha evidenziato come le ASP siano organizzazioni complesse, chiamate a confrontarsi con le sfide dell’invecchiamento della popolazione, delle nuove fragilità sociali e una domanda crescente di servizi personalizzati. In questo contesto, l’umanesimo – inteso come empatia e alleanza – deve rimanere un valore centrale.

Giancarlo Muzzarelli, Presidente della Commissione regionale politiche sociali e per la salute, ha sottolineato l’impegno della Regione Emilia-Romagna nel mantenere in salute la comunità in un quadro di continuo cambiamento, attraverso un sano sistema sanitario e un’alleanza contro le povertà, promuovendo salute fisica ed economica, ricerca e innovazione e rafforzando capisaldi come il volontariato, le reti territoriali e gli elementi di comunità.

Nadia Manni, Direttore di ASP Reggio Emilia, ha illustrato lo scenario dell’ASP cittadina: 900 utenti, servizi aperti 365 giorni l’anno, 680 dipendenti – di cui l’83% donne – affrontando i temi della sostenibilità finanziaria, del ciclo della performance e dell’utilizzo delle risorse pubbliche. Ha inoltre richiamato i cardini del valore del capitale umano: qualificazione professionale, valorizzazione, formazione, motivazione e umanizzazione del lavoro di cura, presentando le azioni intraprese, la misurazione degli interventi e la trasparenza come elementi guida.

Nel corso della mattinata ampio spazio è stato dedicato agli interventi di approfondimento sul ruolo delle risorse umane come vero capitale delle ASP.
Massimiliano Monnanni, Segretario generale del CNEL, ha sottolineato l’importanza di una regia pubblica, ricordando che in Italia operano 578 realtà tra ASP e IPAB che non devono essere lasciate sole. Ha inoltre affrontato il tema del trattamento fiscale delle ASP, oggi penalizzante rispetto ad altri soggetti del settore, illustrando la proposta di disegno di legge avanzata dal CNEL per equipararle alle AUSL, preservando al contempo le identità territoriali.

È emersa con forza la necessità di considerare il benessere lavorativo non come elemento accessorio, ma come fattore determinante per la qualità dei servizi. Marco Rotondi, Presidente IEN – Istituto Europeo di Neurosistemica – ha presentato un modello di wellness organizzativo, applicato anche in ASP Reggio Emilia, basato sulla soddisfazione delle persone nel luogo di lavoro, dove ciascuno possa trovare il proprio spazio ed essere supportato, favorendo un’organizzazione capace di generare libertà, soddisfazione, qualità.

Bruno Susio, consulente di strategie per la Pubblica Amministrazione, ha affrontato i temi della leadership e dei modelli gestionali innovativi, sottolineando l’importanza di ambienti di lavoro partecipativi, fondati sulla fiducia, sulla responsabilità condivisa, sulla valorizzazione delle competenze e sulla capacità di leggere il cambiamento, riappropriandosi della comunicazione di senso come leva strategica.

Un focus specifico è stato dedicato anche all’attrattività del lavoro pubblico, con gli interventi di Giuseppe Canossi, consulente ANCI, e Valentina Lealini, Dirigente ARAN, che hanno evidenziato la necessità di rendere le ASP luoghi di lavoro capaci di attrarre e trattenere nuove professionalità. Sono stati affrontati i vincoli, ma anche le opportunità offerte dalla formazione continua, dal riconoscimento del valore sociale del lavoro svolto, dalle politiche di age-management e dall’attenzione alle diverse esigenze delle persone, presentando inoltre le principali novità delle politiche contrattuali.

Nel dibattito sono stati affrontati anche i temi dell’innovazione, della digitalizzazione e dell’uso dell’intelligenza artificiale, considerate opportunità da governare con attenzione affinché rimangano strumenti al servizio delle persone e non fattori di appesantimento organizzativo.

A chiudere la conferenza è stato Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d’Oro, che ha sottolineato la centralità della formazione del personale e dei dirigenti, insieme al coinvolgimento attivo delle persone, per trasmettere passione e amore, elementi capaci di cambiare realmente la vita di chi riceve cura, in una sinergia che rende la collettività più attenta e sensibile.

La mattinata si è conclusa con una riflessione condivisa sul valore umano dei servizi alla persona: la qualità dell’assistenza e dell’inclusione passa dalla capacità delle ASP di mettere la persona – utenti e lavoratori – al centro di ogni scelta organizzativa, riconoscendo che prendersi cura di chi cura è una condizione essenziale per il futuro del welfare pubblico.


Al via la sesta edizione del corso gratuito per assistenti familiari e caregiver

Dal 28 gennaio al 23 febbraio 2026 torna, per la sua sesta edizione, il corso gratuito per assistenti familiari e caregiver, organizzato nell’ambito del progetto Sportello Caregiver affidato da ASP del Delta Ferrarese al Consorzio Tecla e gestito dalla consorziata Cooperativa CIDAS.

Il corso ha l’obiettivo di fornire una preparazione di base per svolgere attività di sostegno e assistenza a persone in condizioni di fragilità, ed è rivolto a caregiver familiari e assistenti familiari impegnati nella cura di familiari o conoscenti.

Sono previste 12 lezioni in presenza, che approfondiranno i seguenti temi:
• Mobilizzazione del paziente (2 incontri teorico-pratici)
• Assistenza a persone con demenza
• Preparazione dei pasti e alimentazione
• Contesti di cura e gestione del rischio
• Relazione con il contesto familiare
• Educazione sanitaria e primo soccorso
• Comunicazione e gestione della relazione
• Formazione generale sulla sicurezza
• Cura dell’igiene e dell’incontinenza
• Norme HACCP
• Sanificazione degli ambienti

È previsto inoltre materiale stampato di autoapprendimento sui temi della sanificazione.

Chi frequenterà regolarmente (con massimo un’assenza) riceverà un attestato rilasciato da Human Resources Search & Training. Il corso permette anche di ottenere gli attestati HACCP e Sicurezza sui luoghi di lavoro, previa partecipazione completa alla fascia oraria dedicata e superamento del test finale.

Il corso si svolgerà presso la sala riunioni (adiacente alla cappella) dell’ex Ospedale S. Camillo / Casa della Comunità, in via R. Felletti, 2 – Comacchio (FE).
Le lezioni si terranno il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 13:30 alle 16:30, un’eccezione della giornata del 18 febbraio, dedicata alla formazione sulla sicurezza, che si svolgerà dalle 14:30 alle 18:30.

Durante questi orari sarà attivo lo Sportello Caregiver, con un operatore disponibile per il supporto a corsisti e docenti.

Iscrizioni:
caregiver@aspdeldeltaferrarese.it
370 314 4913

Orari per contatti telefonici:
Lunedì e venerdì: 14.30 – 17.30
Mercoledì: 9.00 – 12.00 e 14.30 – 17.30


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